Data: 11/09/2006
Testata giornalistica: Il Centro
Chieti. Ferrovia in tunnel per recuperare spazio

Il Comune vuole la rimodulazione dei terreni di competenza dell'Asi. Confronto sulle proposte dell'ufficio urbanistico al piano delle attività produttive nella vallata del Pescara

CHIETI. Trasformare l'asse viario della Tiburtina e superare la barriera ferroviaria che ostacola la zona di espansione urbana verso il fiume. Se Chieti ha una possibilità di crescita, questa si gioca recuperando diversi ettari di terreno che sono da anni inutilizzati, un limbo dove le abitazioni civili si trovano mescolate a vecchi insediamenti industriali o confinanti con siti che nel tempo sono stati riciclati in funzioni terziarie. La necessità di recuperare ampie fette di territorio a ridosso del fiume Pescara emerge a ogni passo del documento che questa sera (ore 18) sarà discusso in consiglio comunale.
Nello stesso giorno in cui potrebbero scaturire novità importanti sul progetto del villaggio olimpico in via dei Vestini, l'assemblea affronta uno dei nodi urbanistici che da anni attendono soluzioni politiche e programmatorie. Una sorta di prova generale in attesa dell'adozione del nuovo piano regolatore che l'amministrazione di centrosinistra intende portare in aula entro l'anno.
Il documento riassume le osservazioni (e le raccomandazioni) che il Comune rivolge alla Provincia, amministrazione con la quale è diventato molto più serrato il confronto sulla programmazione urbanistica. Osservazioni che riguardano in questo caso il piano territoriale delle attività produttive (Ptap), unico punto all'ordine del giorno della seduta odierna, di cui la Provincia sta definendo l'ultima fase di approvazione.
Come superare la confusione che da anni caratterizza ampie fette della città bassa? Modificando il perimetro dell'area di pertinenza del consorzio industriale nelle zone che confinano con ampie fasce urbanizzate dello scalo, si afferma nel documento atteso al varo del consiglio. «Tali zone», si sostiene, «sono state usate per funzioni miste prevalentemente di tipo residenziale e terziario, quindi non è più giustificabile un uso produttivo per i lotti ancora liberi». Una situazione che appare evidente tra lo stadio e Santa Filomena fino all'area "Megalò", ma l'ufficio urbanistico del Comune coordinato dall'assessore Valter De Cesare (Ds), sollecita la stessa indicazione per tutte le altre aree che hanno caratteristiche simili. Si tratta di una richiesta che determina la riduzione delle aree confermate a destinazione produttiva, ma in cambio garantisce una migliore disponibilità di aree, più rispondente alle esigenze di mercato. Tra le indicazioni contenute nelle osservazioni del Comune si suggerisce inoltre di valutare una previsione di programmazione su una vasta area, magari da realizzare con strumenti di intervento come una società di trasformazione urbana (Stu), con l'obiettivo di superare l'attuale barriera ferroviaria prevedendo l'interramento dei binari, ma anche declassando la statale Tiburtina da viabilità di attraversamento a viabilità urbana-locale, con conseguente riprogettazione di tutta la zona ricompresa a nord e a sud della ferrovia

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