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Oggi l'assemblea eleggerà i nuovi vertici della società PESCARA. «Disastrosa la mia gestione? Ritengo che l'unica cosa disastrosa sia stata fino a oggi l'azione politica di De Laurentiis». Il presidente dell'Arpa Alfonso D'Alfonso risponde così alle accuse del parlamentare ed ex presidente Arpa - Rodolfo De Laurentiis. In un'intervista al Centro De Laurentiis ha accusato D'Alfonso di aver indebitato l'azienda regionale di trasporti, di aver fatto scelte manageriali errate, come l'uscita dell'Arpa dal mercato romano, e infine di aver fatto «una pletora di assunzioni» di segno elettoralistico. Accuse pesanti che quattro membri del Cda Arpa, Nicola Soria, Emilia Saugo, Silvio Paolucci e Maurizio Suaria hanno considerato lesive anche del proprio operato dando mandato ai propri legati di querelare il deputato. Suaria ha annunciato addirittura le dimissioni da Alleanza nazionale e la presa di distanza dal Polo delle Libertà perché, scrive l'amministratore Arpa, «da quando si parla del famoso spoil system non solo non è stata tutelata la mia professionalità dai rappresentanti regionali del mio partito (An), ma adesso addirittura vengo attaccato duramente e falsamente da persone che dovrebbero essere miei alleati politici». La querelle è scoppiata in un momento di passaggio delicato nella vita dell'Arpa. Questa mattina è convocata l'assemblea degli azionisti della società regionale di trasporto. D'Alfonso presenterà le sue dimissioni e l'assemblea, di cui la Regione è componente di maggioranza, provvederà a nominare il nuovo consiglio d'amministrazione, il presidente (che sarà Basilavecchia), il direttore e vicedirettore generale. Presidente D'Alfonso cosa risponde alle accuse di De Laurentiis? «Innazitutto do la mia solidarietà agli amminitratori dell'Arpa che ingiustamente e ripetutamente hanno dovuto subire attacchi che prima o poi qualcuno dovrà spiegare. Dico quindi che le affermazione del leader dell'Udc sono sorprendenti. Dico anche che a nessuno dovrebbe essere consentito di diffondere dati inesistenti che potrebbero solo far male all'azienda. La gestione del Cda da me presieduto ha registrato in 4 anni un utile complessivo di 3.115.462 euro. Il dato semestrale di giugno segna un utile di 45 mila euro, nonostante il fortissimo aumento dei prezzi del gasolio e delle materie prime registrato negli ultimi anni. Vorrei anche ricordare che nell'ultimo anno della presidenza De Laurentiis, il 2001, gli oneri finanziari dell'Arpa, cioè l'indebitamento verso le banche, ammontavano a 2.138.000 euro. In tutto il periodo De Laurentiis, cioè dal 1996 al 2001 gli oneri finanziari sono stati pari a 20 milioni 923 mila euro. La mia gestione ha chiuso il 2005 con 332.188 euro di oneri finanziari. Praticamente l'azienda non ha più bisogno di ricorrere all'indebitanento bancario. In totale durante il mio periodo gli oneri finanziari sono stati pari a 3.455.000 euro. Considerando che siamo partiti dai 2.138.000 euro della gestione De Laurentiis, l'esposizione si è ridotta fino ad azzerarsi». Ma allora quei 4 milioni di debito da dove escono? «De Laurentiis fa riferimento strumentalmente a un eventuale contenzioso che si dovrebbe attivare con l'Ufficio delle entrate, non per volontà dell'azienda, rispetto all'applicazione di una legge regionale del 2003 che segue una circolare se non ricordo male del 2001, della direzione dell'assessorato regionali dei trasporti che fissava aliquote Irap differenti rispetto alla normativa nazionale per quanto attiene l'assoggettamento dei contributi regionali all'Irap che fissa parametri diversi, parametri a cui si sono attenuti tutte le aziende regionali di trasporto non in possesso di contratto di servizio pubbliche e private». Quindi si tratta di una perdita virtuale. «Non c'è nessuna perdita addebitata all'azienda. È un problema di carattere nazionale che potrebbe presentarsi nel futuro e che noi abbiamo correttamente segnalato all'assessorato regionale dei Trasporti». E cosa risponde all'accusa sulla pletora di assunzioni? «Attualmente in Arpa la forza lavoro complessiva, tra personale viaggiante e non, è di 1.015 unità, di cui 788 autisti. Nel 2001 era di 951 unità totali, di cui 725 autisti. Quindi c'è stato un leggero aumento del personale soprattutto viaggiante. Ricordo però a De Laurentiis, che i chilometri percorsi da Arpa spa nel 2001 sono stati 25 milioni 426.082, nel 2005 siamo arrivati a 26 milioni 448.200 chilometri, quindi con un aumento di 1 milione 22 mila chilometri. I passeggeri trasportati sono stati 15 milioni 370.087 nel 2001, mentre nel 2005 sono stati 16 milioni 871.165, per un totale di 1milione 500mila in più. Questi sono i dati che testimoniano l'efficienza di un'azienda. L'affermazione di De Laurentiis è dunque falsa, perché nel 2001 c'era un rapporto tra personale Arpa e chilometri fatti pari a 1 autista ogni 35 mila chilometri, oggi il rapporto è sempre di 1 autista ogni 35mila chilometri». Veniamo alle stretegie industrali. Perché l'Arpa ha abbandonato il mercato romano? «La presenza dell'Arpa nel mercato romano era limitata e presupponeva in cambio una cospicua presenza di operatori romani sul mercato abruzzese, che io non potevo assicurare e che non rientrava nelle mie stretegie. La mia strategia era di costituire un polo abruzzese dei trasporti e oggi infatti siamo riusciti a creare una forte sinergia tra pubblico e privato». Presidente, lei ha annunciato qualche giorno fa le sue dimissioni dalla carica ma si parla - lo stesso De Laurentiis ne parla - di una sua permanenza all'interno dell'Arpa come vicedirettore generale». «Questa prerogativa non è stata pattuita tra me e l'azionista quando ho dato la mia disponibilità. Non è all'ordine del giorno». Anche in questo caso De Laurentiis si sbaglia? «È notorio che il leader dell'Udc abruzzese non gradì la mia riconferma alla presidenza perché il suo obiettivo era di portare ai massimi vertici il dottor Lupiani di Guardiagrele. Richiesta reiterata quando si è trattato di nominare il direttore generale. L'onorevole De Laurentiis interviene ogni volta che si parla di nomime. Ora mi chiedo come mai i massimi vertici dell'Udc regionale hanno costantemente tenuto sotto tiro questa azienda non accorgendosi di quello che accadeva sullo scenario regionale, penso per esempio alla Sangritana. Dov'era per esempio l'Udc quando si è messo in piedi all'Aquila il discorso della metropolitana di superficie che da anni sto combattendo per l'impatto negativo che avrebbe sul comune? Cosa ha fatto De Laurentiis per alleviare le sofferenze dei pendolari marsicani? Cosa ha fatto l'Udc regionale e nazionale quando sono state tagliate le risorse e le contribuzioni al trasporto su gomma dove c'era una concomitanza di trasporto su treno? Cosa ha fatto De Laurentiis per arrivare a una legge di riforma del settore se non rinvii e controrinvi e leggine pasticciate che portano il nome dell'onorevole De Laurentiis? Vuole proprio sapere qual è il vero disastro?» Me lo dica. «È la candidatura di De Laurentiis nell'Udc regionale. Lui deve la sua elezione alla legge elettorale che lo stesso Calderoli ha definito una vera e propria porcata. Ma ora vediamo che uomini del suo partito lo stanno già abbandonando». |