Data: 16/09/2006
Testata giornalistica: Il Messaggero
Filobus? Meglio bus ecologici e strade. L'associazione Strada parco ancora all'attacco in difesa della pedonalizzazione

«Chiediamo di dirottare il finanziamento di 31 milioni di euro per l'acquisto di mezzi ecologici che sostituiscano gli autobus urbani immatricolati da più di dieci anni, di realizzare il collegamento tra via Caravaggio e via Ferrari per alleggerire il traffico su viale Bovio e via Raffaello, e predisporre un piano della mobilità che comprenda l'intera area metropolitana». È la proposta del presidente dell'associazione "Strada parco" Mario Sorgentone, che ieri è tornato a dire "no" al progetto della filovia rompendo un silenzio durato mesi. «Si vuole realizzare un ecomostro che riporterà Pescara e Montesilvano indietro di cinquant'anni», tuona il presidente. Ma l'associazione ha anche rivolto un appello al sindaco Luciano D'Alfonso affinché prenda «una posizione chiara sul progetto della filovia, fortemente impattante, al contrario di quanto richiesto proprio dal primo cittadino di Pescara», dice Sorgentone. Intanto oggi e domani l'associazione distribuirà 25 mila pieghevoli per informare i cittadini dello «scempio che si sta per compiere sulla strada parco».
Dopo l'apertura delle buste e l'aggiudicazione dei lavori ad un'impresa londinese, l'associazione attraverso un depliant, cerca ora di illustrare i danni che l'intervento comporterà alle due città.
«La strada parco - spiega Sorgentone - si sviluppa solo su cinque chilometri dove è prevista la filovia a trazione elettrica. Mentre il tracciato che va dalla stazione a "Portoallegro" è di circa otto chilometri: lì transiteranno dei filobus lunghi 18 metri. È facile quindi intuire quali saranno le conseguenze per il traffico urbano, ulteriormente congestionato dalla presenza di mezzi così lunghi». Secondo l'associazione il filobus causerà rallentamenti dovuti ai semafori posti ad ogni incrocio con la strada parco, ingorghi, maggiore inquinamento, perdita di spazi ciclo-pedonali. «La filovia - conclude - tornerà a dividere la città in due, come al tempo della ferrovia».

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