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E'un Paolo Tancredi a dir poco furibondo quello che commenta le dichiarazioni dell'assessore regionale Tommaso Ginoble sulla profonda spina nel fianco di tutti, teramani in primis, che è il progetto di ampliamento della discarica. La bocciatura esternata dell' ampliamento proprio non gli va giù e, nel suo stile, non lo manda a dire. «Ginoble non può bocciare niente, non è lui il commissario plenipotenziario del territorio termano: a farlo, spetta a quello che è un preciso servizio della Regione, la valutazione d'impatto ambientale ben supportata, neanche a dirlo, da motivazioni tecniche», sigla con durezza la bocciatura mediatica consegnata dall'assessore regionale e per la quale avanza due ipotesi. L'una, che si tratti, appunto, di un'anticipazione di quanto bolle in pentola in Regione «e questo sarebbe grave», l'altra che si tratti invece di una bocciatura politica «ma allora Ginoble ci dica anche dove farla, la discarica». Ed in quest'ottica resterebbero in chiara attesa sia i sindaci del Corsu, che tutto il loro disagio lo hanno già esternato a suo tempo e continuano a viverlo in presa diretta, sia gli stessi cittadini. «La situazione si ribalta - e la vena si fa più polemica -. Se prima era il centrodestra ad essere accusato di voler imporre politicamente il progetto, adesso si verifica esattamente il contrario. Questione di correttezza politica, in ogni caso, visto che c'è un iter in corso». Le parole di Ginoble cadono come un sasso anche nello stagno dell'amministrazione e non ne fa certo mistero l'assessore all'Ambiente, Berardo Rabbuffo che parla di un'«improvvida uscita politica in avanti». Poi aggiusta il tiro quando parla di «un messaggio politico, non tecnico» e punta il dito: «Facile lanciare scomuniche e non dare soluzioni. Se vuol fare il censore sia operativo, altrimenti finisce con il rappresentare male il territorio». Ed il pensiero corre «ai 21 sindaci del Corsu, a quell'aggregazione dell'entroterra, lobby di territorio e non politica», taglia corto. Anche per lui, nessun potere di bocciatura riconosciuto a Ginoble ma solo ai tecnici. La chiamata in causa della Protezione civile poco convince, visto che si è ancora in attesa del responso di un comitato tecnico scientifico. Le controdeduzioni, fa sapere ancora Rabbuffo, sono pronte, redatte in formula giuridica adesso verranno presentate. E Rabbuffo non risparmia poi una astoccata nemmeno su quel progetto, presentato dall'amministrazione, che era, almeno sulla carta, un progetto condiviso ma che non trova certo strada in discesa. Intanto, per fine settembre, in programma l'incontro in tema di valutazione di impatto ambientale. |