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«Il mio mito è Flaiano, quindi adoro Pescara ed è un onore per me chiudere la campagna elettorale nella sua città». Così Gene Gnocchi ha esordito davanti alla platea diessina che venerdì sera gremiva il Palaelettra, con tutti i candidati, Angius in testa, alla fine abbracciato da Gnocchi. Nella veste di showman - comico e cantante - ha entusiasmato e conquistato tutti con la sua verve e la sua simpatia, ma anche con il suo impegno politico. «Questa è una campagna elettorale di cui non se ne può più, meno male che è terminata» ha detto all'inizio. «La prima legge che vorrei dal governo Prodi è quella sul conflitto d'interessi, del governo Berlusconi salverei invece la legge Biagi, che va però rivista e corretta sensibilmente». Chitarra in mano, con la sua band de "I degenerati", Gene Gnocchi ha regalato due ore di spettacolo, tra canzoni note e altre improbabili, come le poesie di un poeta francese e di un altro croato, nel finale. Standing ovation per lui quando ha ricordato il papà, «un sindacalista della Cgil che ci ha fatto studiare tutti, me e i miei cinque fratelli: sentir dire a uno così (Berlusconi, ndr) che è un coglione solo eprché è stato comunista mi rompe davvero i coglioni». Atmosfera più intima al Megà dove Forza Italia ha radunato il popolo azzurro, guidato dal senatore Pastore e dall'onorevole Aracu. Feste ma anche botte nella notte prima della tregua elettorale. Tre ragazzi della "Rosa nel pugno" che stavano controllando e "difendendo" i manifesti della coalizione sono stati aggrediti e malmenati alle 2 di sabato notte da un gruppo di sette, forse otto giovani di destra, alcuni dei quali sono stati riconosciuti. E' successo in via Regina Elena e i tre giovani socialisti hanno avuto la peggio: uno di loro, in particolare, è dovuto ricorrere alle cure del Pronto soccorso. «Un'azione squadristica» l'ha definita Silvana Prosperi, segretaria dello Sdi. Per gli aggressori è scattata la denuncia ai carabinieri.
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