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MONTESILVANO - Se si escludono l'acqua potabile e quella marina, i dati relativi alla mobilità, qualità dell'aria, gestione dei rifiuti a Montesilvano sono decisamente insoddisfacenti, per cui gli amministratori della quinta città d'Abruzzo devono recitare un profondo "mea culpa". Lo chiedono le cifre emerse dal progetto Agenda 21, che non esitano a bocciare la città su diversi fronti con conseguente urgenza di un'immediata inversione di rotta da parte della classe politica. Infatti dal "Rapporto sullo stato dell'ambiente della città", stilato dopo un'indagine a tutto campo durata 18 mesi, viene fuori per primo il dramma della mobilità (comune anche a tanti altri centri): a Montesilvano il tasso di motorizzazione è altissimo, più della media nazionale (0,6), più di quella europea (0,45), pari cioè a 0,85, come dire che esistono 85 vetture su 100 abitanti e che le stesse per il 68% sono alimentate a benzina (inquinanti), il 29% a gasolio e quasi lo 0% a metano. Il trasporto privato registra che il 78% dei residenti usa un mezzo proprio, il 13% va in moto, il 9% utilizza veicoli industriali e pochissimi la bici. Sui mezzi pubblici viaggiano solo 15 mila passeggeri l'anno. Allarmanti i dati sull'inquinamento sonoro: in città i decibel si aggirano normalmente sui 74-76 a fronte dei valori medi 55-60. Ben vengano quindi le piazze chiuse al traffico e le rotatorie, ma per migliorare la qualità della vita occorrono ancora energiche terapie. Sul fronte della raccolta differenziata si è passati dal misero 3,10% del 1999 ad un valore di 13,20% del 2005, tuttavia lontano dal 35% richiesto dal decreto Ronchi. Dati confortanti nel settore delle acque: quella del rubinetto è buona (alla sorgente e nelle condutture di casa); balneabili i vari tratti di costa; un po' sporco il Saline, ma essendo inserito nel sito nazionale dei fiumi dal salvare, verrà presto bonificato. Dulcis in fundo, il dato sulla natalità - ha ricordato Romina Di Costanzo dell'Agenda 21 - è del 10,2 per mille, superiore alla media Italia.
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