Data: 19/09/2006
Testata giornalistica: Il Centro
Trasporto urbano, Teramo è ultima. Percorrenze inferiori rispetto a Chieti, L'Aquila e Pescara. Il Comune chiede alla Regione mezzo milione di chilometri

Siamo fermi alle cifre di 24 anni fa. Tagliati fuori i nuovi quartieri

TERAMO. Teramo fanalino di coda d'Abruzzo, e 92ª in Italia, per il trasporto pubblico urbano: lo dice un'indagine condotta da Aci ed Eurispes. Il dato non sorprende la Staur, l'azienda che gestisce il servizio di trasporti, e l'assessore comunale al traffico Berardo Rabbuffo, che puntano il dito contro il basso numero di percorrenze chilometriche concesso dalla Regione e ormai fermo a 24 anni fa.
E questo si traduce in meno corse e linee, con molte zone periferiche tagliate fuori dal trasporto urbano. Per questo Rabbuffo ha chiesto alla Regione un aumento di almeno mezzo milione di chilometri annui. «E' una battaglia che porteremo avanti fino in fondo», annuncia l'amministratore, «e ci auguriamo che avere come assessore ai trasporti il teramano Tommaso Ginoble ci consenta di ottenere qualche risultato. Infatti non si capisce perchè la nostra città continui ad essere così penalizzata nella ripartizione territoriale delle percorrenze. Basti pensare che, contro i nostri 950mila chilometri annui, Chieti ne ha un milione e 633mila, L'Aquila due milioni e 317mila, Pescara due milioni e 740mila. Si tratta di una disparità di trattamento che sinceramente non riusciamo a capire ma che, evidentemente, penalizza moltissimo il nostro territorio visto che non è possibile garantire un servizio adeguato». L'indagine, fatta più in generale sulla mobilità, ha rilevato l'opinione degli intervistati rispetto alla quantità del trasporto pubblico urbano. «Ci sono interi quartieri periferici», spiega il presidente della Staur Agostino Ballone, «che non sono serviti dai bus. Parlo dell'area che si è sviluppata intorno alla nuova sede dell'Inail o di nuove zone che sono nate a Villa Mosca. Purtroppo noi scontiamo una sorta di difetto storico che si trascina ormai dal 1982. Allora riuscimmo ad ottenere un buon risultato dando per acquisite delle cose che ancora si dovevano fare, ma tutto è rimasto fermo a quel periodo. Gli amministratori regionali che si sono susseguiti negli anni si sono sempre detti disposti a riequilibrare questa situazione, ma nella realtà dei fatti nulla è stato fatto. Credo che servano scelte coraggiose da parte della pubblica amministrazione per sanare questa situazione. Noi sappiamo benissimo che i tempi di attesa per un autobus del trasporto urbano non possono andare oltre i dieci minuti, ma a Teramo siamo costretti a fare i conti con questa realtà e i riflessi sul servizio offerto purtroppo non mancano. Ci auguriamo che, intanto, qualche novità importante per il trasporto pubblico possa arrivare con il nuovo piano traffico, che sulla carta prevede corsie preferenziali per i bus».

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