Data: 20/09/2006
Testata giornalistica: Il Centro
«Ortona punti sul polo marittimo». Cocciola: più formazione non soltanto infrastrutture

ORTONA. Lo sviluppo passa soprattutto dalla formazione e non solo dalle infrastrutture. Ilario Cocciola, dirigente dello Sdi-Rosa nel pugno, sposta il dibattito sullo sviluppo del porto dal piano del potenziamento infrastrutturale a quello delle professionalità da promuovere legate anche alla tradizione navale della città caratterizzata dalla presenza dell'istituto nautico "Leone Acciaiuoli". Obiettivo: creare figure altamente specializzate da impiegare nel settore della nautica e nell'indotto che conta diverse imprese sul territorio. Ortona può candidarsi a ospitare la prima sede dell'accademia navale mercantile sulla costa Adriatica e i corsi di specializzazione post-diploma e post-laurea stringendo una collaborazione con l'ateneo D'Annunzio.
«Ortona deve diventare una città portuale e questo implica la possibilità di formare professionisti capaci di entrare nelle aziende che hanno stretti rapporti con il porto», dice Cocciola, «se da un lato, la giunta regionale vuole puntare giustamente sulle strutture, dall'altro, la città deve avere una chance nella leadership nel settore marittimo attraverso una formazione professionale costante, oggi assente in una regione che conta quattro porti con le loro caratteristiche. Non possiamo limitarci all'offerta del nautico, grande base di partenza da ampliare con specializzazioni nei diversi settori».
Puntare sulla formazione mirata, è una delle tre condizioni, insieme agli investimenti nell'innovazione e al potenziamento infrastrutturale, che, secondo il neo-presidente provinciale della Confindustria, Silvio Di Lorenzo, possono aiutare la ripresa economica della provincia. In un suo recente intervento sullo stato dell'economia teatina, Di Lorenzo ha affermato che la riqualificazione del porto di Ortona, se andasse a segno, alimenterebbe lo sviluppo industriale della zona. «Ma», aggiunge, «costruire una solida economia significa dotarla anche di braccia in grado di farla funzionare». Su questo stesso principio si fonda la proposta di Cocciola: «E' necessario realizzare una struttura capace di formare professionisti del mare che, anche da terra, riescano a creare un indotto», sottolinea, «oggi le navi sono diventate vere e proprie centrali tecnologiche come le gasiere, per esempio, che in alcuni casi seguono addirittura la fase di produzione dell'energia. Dobbiamo essere al passo con i tempi. Le multinazionali legate al settore energetico e petrolifero, che hanno i loro stabilimenti nella nostra zona industriale, impiegano soltanto il 30 per cento di personale locale, il resto è selezionato attraverso curricula provenienti dalle università. Non ci si può limitare alla figura classica del navigante. Corsi di formazione legati all'università potrebbero fare di Ortona un centro d'interesse nazionale nel campo marittimo». Cocciola suggerisce anche la possibilità di utilizzare strutture come quella dei Salesiani o dell'ex Casa del sole (area non destinata alla guardia di finanza) per creare degli ostelli in grado di accogliere gli studenti.

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