Data: 20/09/2006
Testata giornalistica: Il Tempo d'Abruzzo
Pescara. La vergogna cittadina del terminal bus. Nessun riparo, nessun servizio. I viaggiatori sotto il sole d'estate e durante l'inverno costretti a subire le intemperie

La denuncia di Arco e l'impegno dell'assessore Mancini. Necessario il contributo delle società di autolinee

Pescara. Più che un terminal bus è una landa deserta dove, oltre agli automezzi in sosta, non ci sono nè ripari nè servizi. I tanti viaggiatori delle linee extraurbane soffrono da anni una situazione di gravissimo disagio. D'estate costretti a rimanere sotto il sole, nei mesi autunnali e invernali a subire ogni sorta di intemperie; pioggia, vento, freddo. Si pensi soprattutto a coloro, in buona parte pendolari, che partono la mattina presto. Un problema serio, un pessimo biglietto da visita per la città. La denuncia, forte e chiara, arriva da Arco (Associazione in difesa dei consumatori) che già da qualche tempo ha messo alle strette sia l'amministrazione comunale sia le stesse società di autolinee che si servono del terminal nell'area della vecchia stazione ferroviaria. Gli incontri che si sono avuti finora non hanno sortito alcun effetto pratico, per questo Arco ha deciso di informare l'opinione pubblica e ieri mattina il presidente, Franco Venni, ha tenuto una conferenza stampa alla quale ha preso parte anche l'assessore comunale ai lavori pubblici e al traffico Armando Mancini. Una partecipazione apprezzata giacchè non accade spesso che un amministratore pubblico vada nella... fossa dei leoni per sentire lamentele e recriminazioni. E forse, il condizionale è d'obbligo, ci si avvia verso una soluzione, anche se provvisoria. Dopo aver rimarcato la scarsa attenzione riservata dal Comune al terminal bus, Venni ha ribadito, a nome di Arco, la necessità della «messa in opera con urgenza di una struttura, in attesa di una sistemazione definitiva, che preveda almeno un locale riscaldato, servizi igienici e informazioni ai passeggeri».
Il presidente di Arco ha elencato alcune ipotesi possibili, rivelando che i passeggeri intervistati a campione nell'area del terminal bus, per oltre il 50 per cento sono apparsi "rassegnati", un profondo e preoccupante segnale di sfiducia della gente nei confronti della pubblica amministrazione e delle istituzioni. Dal canto suo l'assessore Mancini, con grande onestà intellettuale, ha riconosciuto la necessità di provvedere al più presto, possibilmente entro il mese di ottobre, alla realizzazione di una struttura provvisoria che sia in ogni caso decorosa. No a baracche o simili oppure a prefabbricati in cemento. Sì invece a un impianto leggero, dotato però di tutti i servizi. I costi? Sono ancora da quantificare ma non dovrebbero essere troppo onerosi. A carico di chi? L'assessore Mancini è stato molto chiaro: il Comune procederà alla progettazione, metterà a disposizione l'area e realizzerà gli allacci, per il resto dovranno provvedere le società di autolinee. Presente il rappresentate della Di Fonzo che ha fatto una giusta osservazione: oltre a conoscere i costi, per quanto tempo sarà utilizzata la struttura provvisoria? Risposta: ci vorranno anni prima che, nell'ambito della riqualificazione delle aree di risulta si realizzi la vera autostazione. Bene, allora subito al lavoro.

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