Data: 23/09/2006
Testata giornalistica: L'Unit
Autostrade-Abertis, sì dell'Antitrust di Bruxelles

La Commissione europea ha dato il via libera alla proposta fusione tra Autostrade e il gruppo spagnolo Abertis. La comunicazione da Bruxelles è stata data con una nota scritta. Pochi secondi dopo l´annuncio a Piazza Affari il titolo Autostrade ha preso quota. La Commissione ha concluso che la fusione tra la spagnola Abertis e l´italiana Autostrade non ostacolerebbe in alcun modo la concorrenza europea ovvero «darebbe luogo solo ad una sovrapposizione orizzontale, sul mercato europeo delle concessioni per le autostrade a pagamento».

La decisione positiva, viste le posizioni favorevoli della commissaria Concorrenza, Neelie Kroes era per altro largamente attesa, come aveva anche annunciato in mattinata il presidente della società italiana Gian Maria Gros-Pietro. Ora casomai la patata bollente è di nuovo in mano a Palazzo Chigi, che alla nascita del "pachiderma a due teste" si oppone.

E il ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro, appresa la notizia da Bruxelles apparentemente senza perdere la calma, anzi dicendosi «soddisfatto», torna però a mettere in campo il ritiro della concessione statale a Autostrade per la gestione della rete viaria. «Quello che abbiamo messo in discussione e che ancora oggi è in discussione - fa notare - è il passaggio automatico della concessione».

La partita con Bruxelles non si chiude con oggi. Restano infatti anche i dubbi espressi dal commissario al Mercato interno, l´irlandese Charlie McCreevy, in particolare sulla possibile infrazione degli accordi sulla libera circolazione dei capitali all´interno dell´Unione per lo stop del governo italiano alla fusione. E questa questione sarebbe ora rimandata alla prossima riunione dell´esecutivo comunitario, prevista a metà ottobre. I dubbi di McCreevy riguardano la mancata autorizzazione alla fusione motivata da parte italiana con il fatto che tra i soci della spagnola Abertis c'è una società di costruzioni, la Acs, cosa che sarebbe esclusa per i vincoli posti dallo Stato italiano per la privatizzazione di Autostrade. La presenza di Acs nel capitale Abertis secondo il governo farebbe emergere un conflitto di interessi. Ma lo staff di McCreevy sembra sospettare che questa obiezione sia strumentale per bloccare l'ingresso degli spagnoli in un settore che il governo considera strategico. Su questi dubbi, l´Italia ha inviato a Bruxelles una lettera di spiegazioni che ancora è all´esame della commissione che entro ottobre dovrebbe decidere se aprire o no la procedura d´infrazione a carico del governo italiano per la violazione dell´articolo 56 del Trattato, quello appunto sul libero scambio dei capitali.

Già nel testo uscito venerdì da Bruxelles si intravede la possibilità che l´esecutivo Ue si esprima in modo sfavorevole per il governo. Si legge infatti nella nota che la commissione Ue considera l´operazione corretta perché «Autostrade svolge attività molto limitate in Italia nel settore della costruzione stradale, mentre Abertis non opera in questo settore». Per quanto riguarda il mercato della gestione delle aree di servizio in autostrada - continua - «Abertis opera solo in Spagna, attraverso Areamed, una joint-venture con il gruppo spagnolo Areas, anche attivo nel settore della ristorazione», spiega Bruxelles. «Tuttavia - prosegue la nota -, Areamed è una holding e non gestisce concessioni di servizi di ristorazione. Autostrade non è attiva in questo settore». Edizione Holding, uno degli azionisti del previsto nuovo gruppo New Abertis, »è anche attiva nel settore della concessione di servizi di ristorazione sulle autostrade in Italia, Francia e Spagna attraverso la società Autogrill. Non vi è tuttavia sovrapposizione per quanto riguarda le autostrade spagnole gestite da Abertis fra i mercati di Areamed e Autogrill». Inoltre, Edizione Holding non controllerebbe New Abertis e quindi «non sarebbe nella posizione di poter influenzare il suo comportamento in modo da favorire Autogrill sul mercato a valle».

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