Data: 24/09/2006
Testata giornalistica: Il Centro
Folla al Circus per Gino Strada. «La pace può nascere solo dal rispetto dei diritti umani» Castellucci (Cgil) «Dalla Regione un contributo di 40 mila euro per la creazione dell'ospedale di Khartoum»

PESCARA. «Non è in atto una guerra tra Islam e Occidente, è in atto una guerra contro i poveri del mondo, qualsiasi religione essi pratichino. Io non credo che l'Islam odi l'Occidente o i suoi simboli, ma la guerra va giustificata, perché arricchisce, e per farlo bisogna ingannare i cittadini». Sotto la luce dei riflettori, sul palco del Circus affollato da un migliaio di persone, Gino Strada sembra ancora più alto. Magro, solenne, con la barba folta e la voce ferma, il chirurgo fondatore di Emergency spiega perché non ci sarà pace, né ci sarà giustizia, finché i diritti umani non saranno rispettati.
«Finché» dice, «ogni essere umano non avrà cibo, casa e cure mediche, com'è scritto nella Dichiarazione universale dei diritti umani, un documento adottato nel 1948 dalle Nazioni Unite, che nessun Paese ha mai rispettato».
È da questa riflessione che nasce la campagna «Diritto al cuore», che prevede la realizzazione a Khartoum, capitale del Sudan, di un centro di cardiochirurgia di altissimo livello che si chiamerà «Salam»: pace, in arabo. Un progetto da 20 milioni di euro (costo di costruzione, equipaggiamento e gestione del primo anno) che Emergency porterà a termine entro la fine del 2006 e che la Cgil di Pescara è impegnata a sostenere. Ieri, nella serata organizzata dalla Camera del lavoro per finanziare l'iniziativa, il segretario Paolo Castellucci ha annunciato che la Regione contribuirà con 40 mila euro alla creazione dell'ospedale di Mayo, il più esteso campo profughi alla periferia di Khartoum, dove Emergency ha creato un Centro pediatrico. Con la nascita del Centro di cardiochirurgia, l'associazione presieduta da Teresa Sarti, che «non ha padrini né padroni» e che in 12 anni di vita ha curato oltre due milioni di persone, fa un salto di qualità. «In principio ci siamo occupati dei feriti di guerra» ha spiegato Strada ripercorrendo la lunga strada fatta dal Emergency, «poi abbiamo costruito centri di riabilitazione e sostenuto la nascita di piccole cooperative, quindi abbiamo pensato che dovevamo occuparci di tutte le vittime di guerra e sono nati reparti di pediatria e maternità. Adesso vogliamo fare qualcosa di più: condividere i diritti umani». Offrire cioè a una popolazione poverissima una sanità gratuita e di alto livello realizzando un centro che sarà un punto di riferimento anche per i nove Paesi che confinano con il Sudan, dove saranno aperte cliniche satellite. «Stiamo mettendo su un centro di eccellenza così bello che non ne esistono neppure in Italia» ha detto Strada con orgoglio. Quando sarà pronto, vi andrà a operare anche Antonello Persico, chirurgo pediatrico e animatore di numerose iniziative di volontariato. «Noi non ci siamo chiesti perché farlo» ha concluso Strada, «ma "perché no?". I nostri malati hanno diritto a ricevere lo stesso standard di cure che in Occidente, non sopportiamo più che all'Africa siano riservati solo vestiti usati e medicine scadute. I diritti umani non possono essere un privilegio dei ricchi».

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