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L'AQUILA. La prima seduta Consiglio regionale dopo la pausa estiva ha portato alla cancellazione della misura più contestata e impopolare delle recente storia della Regione Abruzzo: l'aumento di 2.200 euro al mese della diaria per spese di rappresentanza per ogni consigliere, approvata in un autentico blitz lo scorso 30 maggio nell'ambito della ormai famosa legge contenitore 16. La tardiva abrogazione della norma, osservata anche dal Governo, ieri mattina in apertura dei lavori, è stata decretata all'unanimità. Ma la riunione è praticamente finita là: dopo alcuni rinvii, ieri pomeriggio, la seduta è stata sciolta per mancanza del numero legale, causato dall'insufficiente presenza dei consiglieri della maggioranza di centrosinistra. E dall'abbandono dell'aula da parte di quelli di minoranza che avevano chiesto la verifica. Questo dopo che in mattinata erano andate in scena due tese riunioni: la protesta per la stabilizzazione dei 150 precari dell'Arta e il provvedimento di riorganizzazione del personale del Consiglio, iscritto all'ordine del giorno e rinviato in commissione per la concertazione in seguito all'opposizione di sindacati e dipendenti. Non si può dire che il centrosinistra si sia ripresentato in forma smagliante alla ripresa autunnale iniziata subito con una seduta improduttiva: infatti, l'ordine del giorno presentava provvedimenti importanti tra cui il piano triennale di Tutela e Risanamento ambientale, l'approvazione del documento strategico regionale per il periodo di programmazione 2007-2013 e le modifiche al regolamento per i contributi sulla prima casa. L'ennesima mancanza del numero legale ha destato imbarazzo in molti consiglieri di centrosinistra rimasti in aula fino alla fine. La prima verifica del numero legale ha visto la presenza di Aceto, Boschetti, Bosco, Caporale, Caramanico, Cesarone, D'Alessandro, Angelo Di Paolo, Evangelista, La Morgia, Orlando, Pisegna, Roselli, Santroni, Teodoro, Verini. La seconda e conclusiva: Aceto, Boschetti, Bosco, Caramanico, Cesarone, D'Alessandro, Di Matteo, Di Paolo, Mascitelli, Orlando, Pisegna, Roselli e Teodoro. Nel centrosinistra inoltre alcuni consiglieri di maggioranza tra cui Teodoro e Mascitelli, sono tornati a chiedere al presidente della Giunta regionale, Ottaviano Del Turco, la convocazione di un summit di maggioranza per mettere a punto un piano di priorità e di regole. L'abrogazione della diaria ha avuto uno strascico polemico per due ordini del giorno approvati dalla maggioranza per impedire la discussione di due Pdl del centrodestra: uno per la cancellazione della diaria e della costituzione dell'ufficio di diretta collaborazione del presidente della Giunta, in un altro si riformulava la legge 16. Polemico il consigliere di An Fabrizio Di Stefano: «La questione Quarta era talmente sbagliata e preoccupante per il centrosinistra che hanno rifiutato persino la discussione. Riguardo la diaria si è messo finalmente rimedio a un provvedimento vergognoso». |