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Roma.-«Diciamolo, spacchettare il ministero delle Infrastrutture è stato un errore». Parola del legittimo titolare, Antonio Di Pietro. L'ex magistrato prende le distanze dalla scelta (in extremis) del governo Prodi di dividere Infrastrutture e Trasporti, cancellando la decisione del centrodestra che aveva riunito Lavori Pubblici, Trasporti e Mare in un unico dicastero, quello appunto delle Infrastrutture. E l'occasione per sottolineare il concetto arriva al termine dell'incontro con i presidenti delle autorità portuali liguri, convocate a Roma dallo stesso Di Pietro per esaminare la difficile situazione di scali a corto di finanziamenti pubblici e assaliti dalla concorrenza di spagnoli e nordeuropei. A loro, Di Pietro garantisce risorse importanti già in Finanziaria, poi torna sul tema delle competenze con il collega dei Trasporti Alessandro Bianchi che già qualche imbarazzo ha creato visto che quest'ultimo ha delegato il mare a un suo viceministro (De Piccoli), mentre Di Pietro ha scelto un suo sottosegretario (Casillo) per la vigilanza sulle autorità portuali. «Niente di personale con Bianchi - spiega Di Pietro - ma la scelta dello spacchettamento è sbagliata, perchè comporta un allungamento dei tempi delle decisioni e delle funzioni. Ma ormai la frittata è fatta e bisogna lavorare per risolvere il problema di fondo cioè capire chi si deve occupare di che cosa. Con Bianchi abbiamo un accordo, tutto ciò che attiene alle infrastrutture portuali è di mia competenza, tutto ciò che riguarda la movimentazione dei traffici portuali è sua. Ma è chiaro che, a questo punto, dobbiamo andare a una scelta condivisa anche sulla nomina dei presidenti delle autorità portuali». |