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Roma.- Lo sciopero di Alitalia previsto per domani è rientrato. Ma il caso della compagnia aerea che perde più di un milione di euro al giorno è finito un'altra volta sul tavolo di palazzo Chigi. Il premier Romano Prodi ha deciso di avocare a se la soluzione della vicenda, convocando i sindacati per il 10 ottobre. La decisione, annunciata ieri dal ministro dei Trasporti, Alessandro Bianchi, è complessa e prevede che a riscrivere il piano industriale della compagnia sia il governo. Messa in questi termini, la mossa dell'esecutivo è parsa quasi un «commissariamento» dell'attuale amministratore delegato, Giancarlo Cimoli, le cui dimissioni sono state richieste negli scorsi giorni da quattro ministri, compreso il vicepremier Francesco Rutelli. Ma l'ipotesi che l'entrata in campo del governo comporti necessariamente e al più presto il cambio dei vertici è stata corretta dallo stesso Bianchi che ha annunciato tempi più lunghi del previsto per la verifica. Bianchi ha spiegato che il lavoro di Cimoli sul piano confluirà «nelle parti congruenti all'interno del piano più complessivo del governo». Quanto alle voci di un cambio ai vertici, ha glissato: «Ci siamo dati tre mesi per il piano, anche le risposte sul management diamocele tra tre mesi». Poi ha aggiunto: «Ora si tratta di mettere a punto il nuovo piano, poi si vedrà se l'attuale management si riconoscerà o meno nel piano». Intanto i sindacati (Filt CgU, Fit Cisl, Uilt, Ugl, Up, Sult), ricevuti a palazzo Chigi dal capo dipartimento economico Francesco Boccia, ottengono una prima vittoria: un netto altolà del governo sulle cessioni di asset avviate da Alitalia (servizi informatici e amministrativi). Proprio per questo i sindacati hanno aderito alla richiesta di sospendere lo sciopero generale che domani avrebbe paralizzato l'intero trasporto aereo per 24 ore, oltre a quello di 4 ore del 9 ottobre, firmando una tregua fino al 10 ottobre (anche se il Sult reputa opportuno mantenere in piedi la mobilitazione). Per la Cisl, che chiede l'avvicendamento del manager, la scelta del governo è già «il segnale che si mette da parte il piano Cimoli». Mentre il segretario della Filt-Cgil, Fabrizio Solari, plaude alla mediazione di Bianchi ma mette in guardia il governo: «La revisione del piano e la ridefinizione delle linee strategiche è sempre più necessaria e urgente». Resta sullo sfondo la partita delle alleanze: «E' possibile che ci siano alleanze oppure no - ha detto Bianchi - come sono anche possibili alleanze operative. Certo è che vogliamo rilanciare e potenziare Alitalia: vi abbiamo investito miliardi in questi anni, sarebbe da pazzi svenderla». |