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Carsoli. Trenta famiglie del Carseolano sul piede di guerra contro i nuovi abbonamenti dell'Arpa. Per il primo mese di scuola, che è iniziata l'11 settembre, gli studenti della Piana del Cavaliere, ma anche tutti gli utenti Arpa abruzzesi, sono stati costretti a pagare l'intera quota pur utilizzando l'abbonamento solo per 20 giorni anziché 30. Ora annunciano un ricorso al giudice di pace. Ancora disagi per i viaggiatori. Ora i problemi riguardano gli abbonati dell'Arpa, soprattutto gli studenti. Stavolta a lamentarsi sono gli utenti dei Comuni della Piana del Cavaliere. La protesta riguarda le nuove disposizioni riguardo ai titoli di viaggio mensili. Tutto perché da quest'anno gli abbonamenti vanno dal 1º al 30 di ogni mese. «Non siamo stati informati di questa novità», protestano i genitori, «e alla fine della scuola accadrà la stessa cosa: l'abbonamento mensile verrà utilizzato solo per una parte di mese». Il nuovo abbonamento è stato istituito ad agosto. L'innovativo titolo di viaggio entra in vigore dal primo giorno di ogni mese, escludendo l'eventualità di abbonarsi nel corso dello stesso mese pena la perdita monetaria dei giorni precedenti. Questa situazione, però, secondo i genitori, penalizza gli studenti e anche i lavoratori precari pendolari perché non prevede le pause dal lavoro, le ferie, le interruzioni momentanee del rapporto di lavoro, le vacanze e i periodi di esami per gli studenti. Sul caso era già intervenuta la Sinistra giovanile che aveva scritto al neo presidente della società regionale di trasporto pubblico, Nicola Basilavecchia, affinché ponesse «un'attenzione specifica a questo caso» e studiasse «possibili forme diverse di abbonamento per queste categorie». Ora contro il nuovo abbonamento si schierano anche i genitori della zona di Carsoli e Rocca di Botte. «Ci è stato risposto dall'Arpa», spiega una delle tante mamme che protestano per la situazione, Maria Teresa Iale, «che erano stati affissi avvisi sugli autobus e nelle biglietterie, ma quando abbiamo fatto l'abbonamento non ci è stato detto nulla. Abbiamo pagato così 63.90 euro con 11 giorni in meno sull'abbonamento». Ora annunciano ricorsi per vie legali. «Ci rivolgeremo al giudice di pace», avvertono, «davanti al quale faremo valere le nostre ragioni». |