Data: 05/10/2006
Testata giornalistica: La Repubblica
Manovra, critiche dai sindaci dell'Unione. Gli attacchi di Cofferati ("scenario insostenibile") e Veltroni. Chiamparino: "Sono pronto a portare le chiavi del Comune a Roma"

Prodi riapre il tavolo con gli enti locali

ROMA - Davanti alla rivolta di sindaci e amministratori, il governo convoca il tavolo degli enti locali nella speranza di ricomporre lo scontro sulla Finanziaria e introdurre ritocchi in grado di renderla meno indigesta. Ad annunciare il nuovo vertice è stato il ministro dei Rapporti con il Parlamento Vannino Chiti, senza però fornire un appuntamento preciso. "Il presidente Prodi - afferma - si è detto d'accordo sull'opportunità di aprire un tavolo con le Autonomie locali presso la presidenza del Consiglio". "Prodi ritiene giusto - chiarisce ancora Chiti - che ci sia un confronto con il governo e non solo in Parlamento. Nella Finanziaria ci sono aspetti critici che riguardano in modo particolare i Comuni. Bisogna vedere se è possibile ridurre il peso della manovra che grava su di loro".

Il campanello di allarme per Palazzo Chigi è suonato dopo che anche "fedelissimi" dell'Ulivo come Walter Veltroni, Sergio Cofferati e Sergio Chiamparino hanno bocciato senza mezzi termini il contenuto della manovra.

Cofferati esprime "fortissima preoccupazione" per una legge finanziaria che delinea uno "scenario insostenibile" per gli enti locali. Nel dettaglio il sindaco di Bologna, insieme agli altri amministratori dell'Emilia Romagna, denuncia "il pesante taglio dei trasferimenti erariali, il rinvio al 2008 della compartecipazione, l'assenza di una proposta sul federalismo fiscale e di misure perequative, la scarsità di risorse per gli investimenti, l'esiguità delle norme relative al catasto".

Durissimo anche il commento del sindaco di Roma Walter Veltroni. "Stiamo completando l'esame della finanziaria e emergono moltissime cose che non vanno bene", osserva il primo cittadino della capitale. "Complessivamente - aggiunge - ci sono dei tagli nei trasferimenti agli enti locali che mettono a rischio i servizi nella loro quantità e qualità".

Poi è la volta del sindaco di Torino secondo il quale così come è la Finanziaria "è insostenibile". "Servono correzioni nette durante l'iter parlamentare perché altrimenti porteremo le chiavi del Comune a Palazzo Chigi", aggiunge Chiamparino che quantifica i tagli alla sua amministrazione tra i 184 e i 196 milioni. "Significa che al netto delle spese per il personale, si taglierebbero tutti i servizi all'assistenza, alla scuola e al lavoro". La situazione è allarmante, insiste il sindaco di Torino: "Se anche applicassimo il massimo delle tasse per quanto riguarda l'Ici e l'Ire, non arriveremmo comunque a coprire la metà dei tagli che la Finanziaria ci chiede".

Meno preoccupante, per l'esecutivo, sembra essere invece la minaccia delle proteste di piazza della Cdl. "Non credo che le piazze dell'opposizione saranno affollate", commenta il ministro dell'Sviluppo Pierluigi Bersani. Liquidata con una battuta la protesta berlusconiana, Bersani non nasconde la necessità di chiarimenti sulla manovra: "L'operazione è complessa e non è scevra da possibilità di miglioramento. Man mano che si vedranno meglio le cose la gran parte dei cittadini capirà che si va seriamente nella direzione del risanamento".

L'opposizione non sembra però credere a queste aperture. "Credo che la disponibilità a trattare da parte nostra ci sia, ma la maggioranza ha chiuso il Parlamento. Sono certo che in Senato viaggeranno con la fiducia", sentenzia il senatore leghista Roberto Calderoli.

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