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Nuovo sciopero, oggi, dei mezzi di trasporto pubblici. Si protesta contro il mancato rinnovo del biennio economico, scaduto il 31 dicembre scorso. La decisione è stata presa in modo unitario dalle sigle Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uilt, Ugl trasporti, Snaut. Il bandolo della matassa è l'adeguamento dei salari all'inflazione, cosa che dovrebbe avvenire, per contratto, ogni due anni. I sindacati chiedono un aumento di 111 euro su base biennale. Le aziende finora non hanno voluto firmare nessun adeguamento contrattuale. «Sono mesi che l'Asstra e Anav (le associazioni delle società che gestiscono i mezzi pubblici) disertano i tavoli della trattativa», ha spiegato Franco Nasso, membro della segreteria nazionale Filt-Cgil. «E ora mettono in campo la scusa della mancata copertura del rinnovo del contratto nella finanziaria, mentre il governo non aveva mai messo sul tavolo nessuna cifra, ma solo la disponibilità a intervenire per risolvere un problema che grava da anni su i lavoratori». Per il segretario nazionale della Fit-Cisl, Claudio Claudiani, «sicuramente le imprese hanno la colpa maggiore per il mancato rinnovo del contratto, ma il governo si era impegnato in prima persona per sboccare la situazione, promettendo di stanziare 120 milioni di euro (quasi il 50% del totale della cifra per il rinnovo del biennio economico,ndr), per l'adeguamento dei due anni». Ma leggendo la finanziaria», continua Claudiani, «questa cifra non figura in nessuna voce. A questo punto spero solo che il governo ci ripensi e riesca a stanziare quanto promesso». Lo sciopero di oggi è il quinto dall'inizio dell'anno. I sindacati auspicano «che non si arrivi alla situazione drammatica del 2003, quando si arrivò da parte dei autoferrotranviari al blocco spontaneo dei servizi, provocando caos in molte città». Questa difficile situazione, che colpisce in primo luogo anche gli utenti, era stata affrontata nelle riunioni tenutasi con le tre sigle sindacali in sede di «cabina di regia», e che avevano portata il governo «ad impegnarsi in prima persona per sbloccare la vertenza». Le aziende, da parte loro, hanno abbandonato il tavolo di confronto già il 19 settembre, sostenendo «l'indisponibilità a svolgere la trattativa in assenza totale di certezze di copertura», facendo ricadere la colpa tutta sul governo. Una situazione complicata, che secondo Nasso «vede le aziende trovare qualsiasi scusa pur di non mantenere un impegno contrattuale». Sulla stessa linea il segretario dell'Unione Trasporti, Pietro Zannoni, per il quale «con un atto irresponsabile le aziende continuano a bloccare di nuovo le trattative sul rinnovo del biennio economico». I sindacati auspicano anche «una revisione completa del sistema di trasporto con maggiori risorse e una chiara individualizzazione delle responsabilità delle parti». Il blocco dei mezzi pubblici avverrà in orari diversi da città a città: a Roma dalle 8,30 alle 17 e dalle 20 a fine servizio; Milano dalle 8,45 alle 15 e dalle 18 a fine servizio, Napoli dalle 8,30 alle 17 e dalle 20 a fine servizio. |