Data: 12/04/2006
Testata giornalistica: Trambus
Ue, cresce l'inquinamento da trasporti. Dal 1990 al 2003 le emissioni inquinanti da trasporto sono cresciute del 22 per cento

Nel 1980 il 36% della domanda globale di petrolio era assorbito dai trasporti, nel 1990 il 41,5%, prima del 2010 sarà superato il 50%. Ma vi è di più: negli Stati Uniti l'80 per cento della domanda interna è destinato ai trasporti, e circa il 40% viene assorbito dai Suv, grandi fuoristrada tra le due e le tre tonnellate di peso, a cui si attribuisce tra l'altro il 20% delle emissioni inquinanti. Questo desolante quadro è stato tratteggiato in una recente pubblicazione di Giovanni Battista Zorzoli e Guglielmo Ragozzino, dal titolo indicativo "Un mondo in riserva", e ci dà lo spunto per parlare del rapporto petrolio- trasporti in Europa, così come è stato descritto da un recente studio dell'Agenzia europea dell'Ambiente "Trasporto e ambiente 2005: di fronte a un dilemma", dove emerge che nella nostra Europa, dal 1990 al 2003 le emissioni inquinanti prodotte dai trasporti hanno registrato un incremento del 22%, in controtendenza rispetto a quelle degli altri settori. Il rapporto rileva che i trasporti, in particolare quelli su strada, stanno diventando meno inquinanti grazie all'applicazione di misure più restrittive sulle emissioni e all'inserimento di elementi di innovazione tecnologica, ma nello stesso tempo l'aumento della domanda compromette i risultati conseguiti sia mediante un quadro legislativo più severo, che attraverso le innovazioni di processo e gli interventi sui carburanti. Insomma, dov'è il punto? Nel fatto che il risparmio energetico consentito dal progresso tecnologico e dalla fabbricazione di motori sempre più efficienti, viene in qualche modo riassorbito dalla necessità di muovere sempre più mezzi, spesso più pesanti. Tornando al rapporto dell'Agenzia, è evidente che in un futuro prossimo molte città continueranno a superare i limiti stabiliti dalle normative europee sulla qualità dell'aria. Saranno fuorilegge sia per la qualità ambientale, ma soprattutto per quanto riguarda la salute: cresceranno infatti le morti premature (le stime parlano già di 370 mila morti all'anno in Ue) a causa dell'inquinamento. Ecco perché, scrive l'Agenzia, occorre cambiare la cultura generale, indirizzandosi verso vettori meno inquinanti, verso il ricorso ai mezzi pubblici.

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