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Dopo l'ennesimo sciopero dei trasporti, il quinto dall'inizio dell'anno, per il rinnovo del biennio economico del contratto autoferrotranvieri scaduto il 31 dicembre scorso, nulla si muove. Le posizioni delle parti rimangono immobili, e nemmeno l'intervento all'ultimo minuto della Commissione di Garanzia è riuscito a derimere la contesa. Il tentativo di conciliazione operato dal Garante non ha avuto esito positivo giacché, a fronte della ferma posizione sindacale tesa a ritenere incondizionabile il proprio diritto a rivendicare il rinnovo contrattuale nei confronti della controparte naturale, le parti datoriali hanno rappresentato l'assoluta impossibilità di far fronte agli oneri contrattuali in assenza di quelle coperture promesse ma non mantenute dal Governo in sede di presentazione del disegno di legge finanziaria. "La Commissione di Garanzia - si legge in una nota - ha dovuto prendere atto che, allo stato, non ricorrono le condizione per una ripresa delle trattative in quanto è stato sottolineato come, in un sistema di blocco delle tariffe dei contratti di servizio, il rinnovo del contratto richieda una partecipazione alla copertura delle spese da parte dello Stato e delle Regioni, come del resto preannunciato da parte del Governo con il comunicato del 14 settembre scorso". Intanto, nel tentativo di scongiurare un nuovo sciopero del comparto Asstra e Anav hanno già trasmesso alle istituzioni competenti una nota nella quale ribadiscono la totale assenza di interventi finanziari a sostegno del risanamento di settore e a copertura degli oneri derivanti dalle richieste sindacali in materia di rinnovo del contratto. Le Associazioni, inoltre, ribadendo la situazione di assoluta crisi ed emergenza in cui versano le imprese, lamentano lo sconcerto per il mancato assolvimento degli impegni assunti nella cosiddetta cabina di regia sui trasporti e rappresenta l'assoluta urgenza e necessità di approntare, già in sede di emendamenti al disegno di legge finanziaria, concrete misure di risanamento. |