Data: 13/04/2006
Testata giornalistica: Il Centro
L'aeroporto rischia la chiusura. La recinzione non garantisce la necessaria sicurezza, problemi tecnici anche sulle piste

PESCARA. L'allarme è contenuto in una serie di lettere indirizzate dal prefetto di Pescara Giuliano Lalli al ministero delle Infrastrutture, al sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta, al dipartimento di Protezione civile e alla Regione: l'aeroporto necessita di «urgentissimi» interventi di adeguamento agli standard richiesti dal Programma nazionale di sicurezza, in particolare per quanto riguarda la recinzione esterna. Se i lavori non saranno eseguiti in tempi brevi, «si dovrà disporre una riduzione dell'operatività dello scalo» e non è escluso «il rischio di paralisi e di potenziale chiusura della struttura».
La prima nota parte dal Palazzo di governo, diretta al ministero delle Infrastrutture, il 24 marzo. Giuliano Lalli scrive dopo aver presieduto una riunione dedicata alle problematiche sulla sicurezza dell'aeroporto d'Abruzzo, «nel corso del quale è emerso che la recinzione della struttura non corrisponde alle prescrizioni dettate dal Programma nazionale di sicurezza e necessita di urgentissimi interventi di adeguamento». In questa situazione, le forze di polizia sono «impossibilitate» a espletare le attività di controllo. Il progetto che prevede la messa in sicurezza dello scalo, in realtà, c'è: una operazione da 10 milioni di euro già appaltata dal Provveditorato regionale alle opere pubbliche che il Cipe, però, ha bocciato. È il Comitato interministeriale per la programmazione economica, infatti, che deve sborsare la maggior parte della somma, 8 milioni. I due milioni restanti arriveranno dalla Regione, che li ha già erogati alla Saga, la società di gestione dell'aeroporto. «È indispensabile che vengano subito reperite le risorse finanziarie richieste» dice Lalli. «Qualora non si provveda agli adeguamenti, poiché non è consentito mantenere lo stato attuale della recinzione, che presenta notevoli carenze dal punto di vista della sicurezza, si dovrà disporre una riduzione dell'operatività dell'aeroporto, con evidenti conseguenze negative per l'economia della provincia, se non dell'intera regione». È in sostanza un appello, quello del prefetto: cinque giorni più tardi, il 29 marzo, infatti, è in programma una riunione del Cipe nel corso della quale la richiesta di finanziamento sarà riesaminata. «Si segnala l'opportunità che il dicastero adotti ogni ideona iniziativa tesa a consentire la concessione della erogazione» sottolinea Lalli.
Il 27 marzo parte da Pescara una seconda lettera, indirizzata, questa volta, a Gianni Letta. La comunicazione ricalca quella precedente, affidando ai buoni uffici del potente sottosegretario di Stato l'esito della vicenda.
Qualcosa accade, perché il 29 marzo il pre-Cipe approva il progetto. Ma la procedura si arena su una difficoltà insormontabile: l'intervento fa parte del Documento di programmazione economica e finanziaria e dunque, per l'approvazione, deve tornare alle Camere. Il parlamento, però, è ormai sciolto, e tutto si blocca di nuovo. Si dovrà attendere la riapertura delle Camere, poi ci saranno i procedimento più urgenti: insomma occorreranno mesi.
Il 6 aprile il prefetto scrive ancora: al dipartimento di Protezione civile, al ministero, alla Regione. E stavolta parla di «grave situazione emergenziale» di uno scalo in forte crescita (300 mila passeggeri nel 2005) che rischia il blocco. «L'aeroporto pescarese versa in condizioni del tutto inadeguate a fronteggiare i registrati volumi di crescita, per quanto concerne sia la sicurezza del traffico aereo che gli standard di security, ma rilevanti problematiche si evidenziano anche per lo stato delle infrastrutture di protezione dello scalo quali la recinzione, le viabilità di accesso e perimetrali, i sistemi di controllo dei movimenti delle persone. Inoltre» prosegue la lettera, «di recente anche l'Ente nazionale aviazione civile ha formalmente sollevato importanti problemi tecnici relativamente ai sistemi di sicurezza interni (piste di sicurezza della striscia di volo, shoulders delle vie di rullaggio) che qualora non venissero eliminati in tempi assai brevi comporterebbero il rischio di paralisi e potenziale chiusura della struttura». Lalli torna a sollecitare «l'immediata adozione di interventi adeguati» perché se la situazione perdurasse, scrive, «contrasterebbe con gli impegni assunti dal governo in sede di sostegno alla candidatura di Pescara a sede dei Giochi del Mediterraneo del 2009 e con la conseguente dichiarazione di "grande evento"».
Il 19 aprile è in programma in Prefettura una nuova riunione. La Saga ha già in mente una soluzione: partire subito con uno stralcio dei lavori utilizzando i due milioni della Regione per sistemare la recinzione. Di questo si discuterà mercoledì prossimo.

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