Data: 16/10/2006
Testata giornalistica: Il Centro
«Strada dei Parchi non rispetta la sentenza del Tar». Caro pedaggi, adesso si passa alle denunce

COLLEDARA. Dai ricorsi al Tar alle denunce penali, perché la sentenza dello stesso Tar resta inattuata. È questo il percorso degli aderenti al comitato contro l'aumento dei pedaggi autostradali, costituitosi tre anni fa nei comuni pedemontani del Teramano attraversati dall'A24.
Ieri mattina alcuni aderenti al comitato hanno festeggiato la recente sentenza del Tar Lazio, che ha stabilito l'illegittimità degli aumenti tariffari decisi dalla società Strada dei Parchi Spa da quando ha assunto la gestione delle autostrade abruzzesi. Gli aderenti al comitato si sono riuniti al casello di Colledara-San Gabriele per una colazione all'aperto, poi hanno deciso di andare oltre la festicciola. Poiché Strada dei Parchi non ha ancora ridotto le tariffe in ossequio alla sentenza del Tar, sono andati al casello di Assergi per far rilevare a pubblici ufficiali, ovvero alla polizia autostradale dell'Aquila, che non veniva applicata una sentenza. I partecipanti all'iniziativa hanno tutti chiesto agli agenti di verbalizzare che stavano pagando un euro e 40 per la tratta Colledara-Assergi, e non un euro e 20 com'era prima. «Verbali alla mano», spiega Raimondo Sfrattoni, portavoce del comitato, «andremo davanti al giudice per vedere se esistono i presupposti dell'appropriazione indebita e del mancato rispetto della sentenza. Faremo anche ricorso singolarmente al giudice di pace per ottenere il rimborso delle somme pagate in più. E lo faremo singolarmente, per costringere la società a pagare a ciascuno di noi le spese processuali».
Tra coloro i quali si sono fatti verbalizzare dalla Polstrada la somma pagata c'era il presidente della Provincia di Teramo Ernino D'Agostino. Hanno partecipato anche i sindaci di Colledara, Giuseppe Di Bartolomeo, e di Isola, Fiore Di Giacinto, il presidente della Comunità montana Gran Sasso, Alfredo Di Varano, e il parlamentare di Rifondazione Maurizio Acerbo.
Ad Assergi, in attesa che la polizia stendesse i verbali, il casello è rimasto bloccato una ventina di minuti.

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