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ROMA «Alitalia ha bisogno di interventi urgenti. Mentre il governo sta lavorando al varo di un nuovo piano strategico entro tre mesi, a giorni se non ad ore serve un intervento per rianimare il comparto industriale dell'azienda. Serve un manager che ridisegni da subito il network dei voli e che invece di puntare al taglio dei costi pensi allo sviluppo dei collegamenti a lungo raggio dove oggi si fanno i soldi». Al telefono, è molto deciso il tono di Mauro Rossi, segretario nazionale della Filt-Cgil con delega al trasporto aereo. Cosa si aspetta il sindacato da nuovo vertice ormai imminente fra il premier Romano Prodi e l'amministratore delegato Cimoli? «Una inversione di rotta. Sono anni che ci battiamo contro management che hanno puntato tutte le loro carte solo sui tagli dei costi col risultato d'aver depauperato l'azienda. Alitalia è stata in attivo fino al '98 quando c'erano capi azienda che puntavano sull'aumento dei ricavi. Non è un segreto, poi, che attendiamo le dimissioni di Cimoli» Siete insoddisfatti del management ma anche i dipendenti di Alitalia avranno le loro responsabilità... « Fino a qualche anno fa c'erano aree di privilegio. Ma oggi siamo in 3 mila meno che nel 2004 e tutte le analisi concordano sul fatto che il costo del lavoro di Alitalia è inferiore a quello di tutti i suoi concorrenti, vettori low cost compresi» Ma l'azienda è vicina al fallimento... «In cassa c'è ancora liquidità non è che domani si devono portare i libri in tribunale. Bisogna sfruttare tutte le risorse disponibili per uscire dal vicolo cieco» Nel piano rilancio quale dovrebbe essere il ruolo di Fiumicino e di Malpensa a vostro parere? «Il tema non è Malpensa contro Fiumicino anche perché Alitalia non ha le dimensioni per presidiare entrambe le strutture. Ma, sia per le prospettive che per le infrastrutture presenti la via più naturale è consolidare Fiumicino. Questo senza abbandonare Malpensa per impedire che vada a finire nell'orbita dei concorrenti. C'è la possibilità di avviare alleanze italiane e internazionali per assicurare un futuro a Malpensa ma, ripeto, il ruolo strategico di Fiumicino è naturale» E' tornato all'ordine del giorno il tema delle alleanze internazionali... «Inevitabili. E Prodi si è preso tre mesi di tempo per definire la nuova missione di Alitalia e negoziare a livello politico, nel senso migliore della parola, un'alleanza di sviluppo. Vedremo. La nostra tesi è che difficilmente l'alleato possa essere di origine europea perché Alitalia è ormai troppo piccola rispetto a partners del Vecchio Continente».
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