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L'AQUILA. «Abbiamo notificato la sentenza del Tar». «Noi non abbiamo ricevuto nulla». Tornano a polemizzare Regione e Strada dei Parchi dopo la sentenza del Tar Lazio che ha dichiarato illegittimi gli aumenti dei pedaggi autostradali sulla A24 e A25. Ieri l'avvocato della regione Vincenzo Cerulli Irelli ha annunciato di aver notificato ad Anas e Strada dei Parchi la sentenza del Tar Lazio n. 9917/2006 con la quale l'organo di giuistizia amministrativa ha dichiarato illegittimi gli aumenti». L'avvocato Cerulli Irelli ha anche precisato che farà pervenire nei prossimi giorni ad Anas e Strada dei Parchi «un atto di diffida ad adempiere a quanto stabilito dalla sentenza in ordine all'illegittimità degli incrementi tariffari ed a predisporre un nuovo piano finanziario per la gestione delle Autostrade». Nella serata di ieri la società Strada dei Parchi ha quindi precisato di non aver ricevuto la notifica e ha ribadito la legittimità dell'aumento tariffario applicato dal 1º gennaio 2006 in base al bando di gara dell'Anas. La concessionaria delle autostrade abruzzesi ha però aggiunto che «alla eventuale notifica» della sentenza «ottempererà a quanto disposto, nei tempi tecnici strettamente necessari, ferma restando la tutele dei propri diritti ed in particolare l'impugnativa della decisione del Tar con richiesta di sospensione della efficacia della stessa». Della sentenza ha parlato ieri in Consiglio regionale anche il presidente della Regione Ottaviano Del Turco: «Metterò a disposizione del presidente del Consiglio», ha detto, «il testo della Finanziaria che sta discutendo il Parlamento italiano e la memoria difensiva prodotta dai nostri avvocati nel giudizio davanti al Tar Lazio che ha portato all'annullamento degli incrementi tariffari applicati all'inizio dell'anno. I due documenti sono correlati perchè da entrambi si evincono due fattori importanti per giustificare un aumento tariffario: gli utili e l'adeguamento dei servizi. L'annullamento dell'incremento delle tariffe, evidentemente, è stato sancito proprio perchè mancava uno di questi fattori. Ribadisco che noi andremo avanti su questa strada per capire anche i perchè di una troppo generosa concessione data alla società Strada dei Parchi». |