Data: 18/10/2006
Testata giornalistica: Il Tempo d'Abruzzo
I pendolari pagano, ma pensano ai ricorsi. Il casello di Assergi preso d'assalto da utenti che chiedono lo «sconto»

L'Aquila. - I tantissimi pendolari dell'autostrada A24 continuano a sperare che i gestori di quel tratto autostradale decidano di riportare le tariffe allo status quo ante. Speranza vanificata, giorno dopo giorno, e anche dopo la clamorosa protesta degli automobilisti di domenica scorsa quando hanno praticamente rallentato le manovre al casello di Assergi pagando con tagli di euro molto alti o chiedendo l'adeguamento della tariffa dopo la sentenza del Tar del Lazio, o chiedendo ancora la fattura per quel che pagavano con la ferma intenzione di fare un esposto alla Magistratura. Ingorgo, intervento dei carabinieri e polstrada. Chiarimenti, rabbia degli utenti per quello che ritengono un illogico balzello in più da pagare e in un'autostrada non certo con una valida manutenzione. Ma al momento tutto resta come prima, forse in attesa del giudizio di merito e quindi del relativo ricorso al Consiglio di Stato. Un'autostrada di montagna, la A24, che crea non pochi problemi alla viabilità per via delle condizioni metereologiche spesso impossibili, per il manto stradale non sempre tenuto al meglio ma i cui gestori, in base ad un accordo con l'Anas, hanno creduto opportuno elevare ulteriormente il pedaggio che, sia detto per inciso ma chiaramente, e uno dei più alti in Italia rispetto al servizio offerto! Anche allora ci furono furiose proteste degli automobilisti, gli inascoltati interventi della Regione: ha sempre vinto chi, come suol dirsi, ha il coltello dalla parte del manico. Fino a quando la stessa Regione non ha deciso di ricorrere al Tar, unitamente alla regione Lazio, per ristabilire regole certe e soprattutto pedaggi meno onerosi. Il Tar si è espresso ma ai caselli l'importo da pagare è sempre lo stesso con gli aumenti illogici di qualche tempo fa. E visto che neanche davanti a sentenze chiare e inequivocabili i "padroni" non spostano di una virgola i pedaggi, ecco nascere spontanea una forte contestazione che ha già creato non pochi disagi e che, nel prosieguo, intende continuare con forme ancora più eclatanti per far si che qualcuno "dall'alto" (parliamo di Governo) si accorga dell'anomalia e intervenga con la forza della legge a riportare i costi del pedaggio allo status quo ante. Per ora si contesta, anche con forza, ma il braccio di ferro per il momento vede ancora vincere il "padrone" a scapito delle tasche di tantissimi automobilisti costretti, per lavoro soprattutto, ad usufruire di quel tratto stradale spesso con cantieri aperti, spesso con il traforo chiuso, troppo spesso con mille pericoli nel suo percorso.

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