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AVEZZANO. Ha annaspato da Pescara fino alla stazione di Avezzano, poi, davanti agli scambi, si è arreso. Prontamente un team di tecnici delle Ferrovie ha cercato di "rianimarlo". Dopo una ventina di minuti il treno è ripartito. Il sospiro di sollievo dei passeggeri diretti a Roma si è però infranto qualche chilometro più in là, nei pressi della stazione di Scurcola dove il cuore del locomotore ha cessato definitivamente di battere. Risultato: altri ritardi e disagi per i pendolari. Altra giornata da dimenticare per i pendolari della Roma-Pescara. Ieri, l'ennesimo guasto, a ripetizione, di un vecchio locomotore ha sconvolto i programmi di decine di passeggeri. Il preludio della disfatta si era già manifestato quando il treno è partito dalla stazione di Pescara. Un tragitto faticoso dal momento che il convoglio ha accumulato i primi 20 minuti di ritardo prima di entrare sul territorio avezzanese. «Che qualcosa non andasse era evidente» racconta una pendolare «il treno era più lento del solito». La prima sosta forzata, alle porte di Avezzano, ha messo di malumore i passeggeri che, ovviamente, durante l'attesa delle riparazioni, non sono stati teneri nei confronti di Trenitalia. Lo stop è durato 25 minuti, poi, finalmente, il convoglio ha ripreso la marcia verso la capitale. Ma chi sperava che da quel momento in poi tutto sarebbe filato liscio si sbagliava di grosso. Solo qualche chilometro illusorio, poi, alla stazione di Scurcola, il tracollo definitivo della locomotiva targata anni '60. A niente sono valsi i tentativi di "rianimazione" dei tecnici. Così i passeggeri sono stati invitati a scendere mentre il treno è stato dirottato in officina. Tutto questo accadeva intorno alle 16,25, tra lo sdegno generale e le invettive ancora più pesanti verso un servizio di trasporto pubblico «che ricorda le pittoresche e inaffidabili diligenze del Far-west». Alle 18, dopo oltre un'ora e mezza di attesa, è spuntato all'orizzonte un altro treno che finalmente, senza intoppi, ha tirato dritto fino a Roma. I disagi si sono ripresentati per i pendolari che alle 20 avrebbero dovuto prendere il treno dalla capitale per raggiungere Pescara. La corsa, per mancanza di materiale, è stata annullata e al suo posto sono entrati in azione i pullman. A conti fatti, i pendolari "serali" della Roma-Pescara hanno guadagnato 50 minuti di ritardo prima di arrivare a destinazione. Ora si attende con ansia l'incontro promesso dall'assessore regionale ai Trasporti Tommaso Ginoble con i vertici di Trenitalia, i sindacati e una rappresentanza di pendolari. Summit che era stato fissato entro la prima quindicina di ottobre. Nel corso dell'incontro gli utenti abituali delle Fs avanzeranno le loro proposte sperando che questa volta qualcuno le ascolti. |