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ROMA - Governo, sindacati e Confindustria hanno raggiunto un accordo sull'anticipo al 2007 del decollo della previdenza integrativa. Lo si è appreso da alcuni partecipanti all'incontro a palazzo Chigi. Lunedì si firmerà l'intesa.
Sindacati, governo e Confindustria hanno deciso di stabilire la soglia di esenzione a 50 dipendenti per il versamento del 50% del Tfr inoptato all'Inps. Sopra tale soglia il versamento riguarderà il 100% delle somme accantonate per il Tfr. Lo ha annunciato il segretario della Cgil, Guglielmo Epifani.
SINDACATI, ACCORDO SODDISFACENTE I sindacati considerano "soddisfacente" l'accordo raggiunto a palazzo Chigi sul Tfr. L'intesa prevede che, in caso di scelta del lavoratore di lasciare il Tfr in azienda, la liquidazione "maturanda" sarà trasferita in un fondo presso l'Inps solo nel caso in cui l'azienda abbia più di 50 dipendenti. I sindacati apprezzano l'anticipo al primo gennaio 2007 per il decollo della previdenza integrativa. Il periodo in cui si potrà scegliere sarà di sei mesi, fino al 30 giugno 2007. Dopo quella data, in caso di silenzio assenso del lavoratore, il Tfr maturando andrà al fondo pensione contrattuale. "E' un accordo positivo - dice il numero uno della Cgil Guglielmo Epifani - per noi è importante che ci sia l'anticipo del decollo della previdenza integrativa al 2007.
"Il Governo aveva scavalcato le parti sociali sul Tfr - ha detto il leader della Cisl Raffaele Bonanni - stasera abbiamo raggiunto un accordo soddisfacente che mette un punto su tanta incertezza. E' importante che la tassazione del rendimento dei fondi pensione sia zero come accade negli altri Paesi". "Abbiamo chiesto a Padoa-Schioppa - ha precisato Epifani - di valutare un trattamento fiscale in discesa rispetto a quello attuale che è all'11%". "E' un accordo importante - dice il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti - cambia l'impostazione del Governo sui questo tema. Dal primo gennaio i lavoratori potranno concretamente scegliere se lasciare il Tfr in azienda o se mandarlo ad alimentare la previdenza integrativa".
SILENZIO ASSENSO; ENTRO GIUGNO LAVORATORE DECIDA SU TFR Entro giugno 2007 i lavoratori dovranno decidere la destinazione del proprio Tfr. In assenza di una decisione, in base al meccanismo del silenzio assenso, infatti, il Tfr sarà destinato direttamente al fondo integrativo di categoria del lavoratore. Lo prevede l'accordo per l'anticipo al 1 gennaio 2007 delle norme sul decollo della previdenza integrativa. Tra gennaio e giugno il lavoratore potrà decidere a quale fondo destinare il proprio Tfr maturando (negoziale o aperto o Pip) o di lasciarlo in azienda. Se non dichiarerà nulla il proprio Tfr andrà direttamente al fondo negoziale.
IL COMUNICATO DI PALAZZO CHIGI - TRASFERIMENTO A INPS SI RIVEDRA' NEL 2008 La norma che prevede il trasferimento all'Inps di tutti i fondi non affluiti alla previdenza integrativa verrà "riesaminata nel 2008". E' quanto si apprende dal comunicato diffuso da Palazzo Chigi al termine dell'incontro.
Nel corso dell'incontro che si è svolto nel pomeriggio a Palazzo Chigi tra Governo, Confindustria, Cgil, Cisl e Uil sui temi del Tfr e della previdenza integrativa "é stato raggiunto un accordo che riguarda le condizioni di avvio anticipato della previdenza integrativa e del trattamento della parte di salario che continuerà ad affluire al Tfr". La nota sintetizza quindi gli elementi dell'accordo che prevede innanzitutto che "l'avvio anticipato della previdenza integrativa avverrà secondo le norme della legge" Maroni e "comprende l'anticipo al 2007 delle compensazioni previste dalla legge, quale condizione per la destinazione di parte del Tfr ai fondi integrativi o all'Inps". "Per tutte le imprese al di sopra di 50 dipendenti saranno integralmente destinati all'Inps i fondi non affluiti alla previdenza integrativa. Questa disposizione - si legge nella nota - sarà riesaminata nel 2008". Il Governo, inoltre "si impegna a rivedere il trattamento fiscale dei fondi integrativi con l'intento che questo sia in linea con quello applicato alla previdenza integrativa degli altri paesi europei" e "si impegna a riprendere e concludere la discussione aperta con il sistema bancario, al fine di trovare forme per venire incontro alle imprese che trovassero difficoltà nell'accesso al credito. In questo ambito potrebbe essere studiata la costituzione di un limitato fondo di garanzia".
PRODI, ALTRA TAPPA PERCORSO CONCERTAZIONE L'intesa raggiunta a palazzo Chigi sul Tfr "segna un'altra tappa del percorso della concertazione e del dialogo verso una legge Finanziaria al passo con le esigenze di un Paese che deve ripartire". Lo ha affermato il presidente del Consiglio Romano Prodi. |