Data: 21/10/2006
Testata giornalistica: Il Centro
Autostrade, nuovo stop ai rincari. Il Consiglio di Stato respinge la richiesta di sospensiva. Strada dei Parchi: rispetteremo le decisioni della magistratura

L'AQUILA. Il Consiglio di Stato ha respinto la richiesta di sospensiva, presentata dalla società «Strada dei Parchi» - gestore delle autostrade abruzzesi A24 e A25 -, della sentenza del Tar Lazio che, accogliendo il ricorso della Regione Abruzzo e della Regione Lazio, ha stabilito l'illegittimità degli incrementi tariffari autostradali del primo gennaio 2006 perché "automatici" e svincolati dal piano degli investimenti. Il 7 novembre il ricorso verrà esaminato in camera di consiglio.
«La Regione», ha commentato il presidente Ottaviano Del Turco, «ribadisce la propria determinazione affinchè sia prontamente eseguita la sentenza del Tar Lazio e sospesi gli aumenti dei pedaggi». Anche la Provincia di Teramo e la Comunità Montana hanno inviato un atto di diffida alla Strada dei Parchi e all'Anas affinchè sia data esecuzione alla sentenza del Tar Lazio. «E' un atto volto ad ottenere senza ulteriori ritardi l'annullamento degli aumenti tariffari del 2006», hanno spiegato il presidente della Provincia, Ernino D'Agostino, e il presidente della Comunità montana Alfredo Di Varano. La Strada dei Parchi, in attesa della Camera di consiglio del 7 novembre, ha comunicato che «resterà rispettosa delle valutazioni degli organi di giustizia e si atterrà ai conseguenti provvedimenti di ogni ordine e grado di giudizio nei tempi tecnici strettamente necessari». Intanto l'Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici, a completamento dell'indagine sull'intero settore autostradale, ha comunicato al Governo e al Parlamento i risultati dell'esame delle convenzioni autostradali stipulate da Anas con otto società subconcessionarie, (Autovie Venete, Aut. Brescia-Verona-Vicenza-Padova, Aut. Centro Padane, Salt, Autostrade Meridionali, Serravalle-Milano Tangenziali, Satap, Strada dei Parchi). L'atto di segnalazione rileva per tutte le subconcessionarie (ad eccezione di Strada dei Parchi e Autovie Venete, per le quali comunque restano riserve sugli aumenti di pedaggi) un rilevante ritardo nell'esecuzione degli investimenti programmati dai rispettivi piani economico-finanziari, evidenziando anche la palese sproporzione tra gli utili distribuiti ai soci (un miliardo e 766 milioni di euro) dalle società e l'esiguità dei canoni versati allo Stato (53 milioni di euro).

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