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L'AQUILA. Il Comune cambierà la convenzione per la gestione della metropolitana. La delibera approderà in giunta martedì. Un tentativo estremo di bloccare la procedura di infrazione avviata dall'Unione europea, che ha trasmesso gli atti alla Corte di giustizia. «La delibera» conferma l'assessore Luigi D'Eramo «prevede una revisione dell'articolo 29, così come chiesto dalla Commissione europea». L'amministrazione comunale - ed è proprio questo il passaggio contestato dall'Ue - non avrà più alcun obbligo di copertura delle spese gestionali. Sarà il gestore privato, che verrà individuato in base a un bando europeo, ad assumersi il cosiddetto rischio di impresa: a coprire, cioè, tutte le spese, compreso il canone di affitto da corrispondere alla società concessionaria Cgrt. «Il Comune si tirerà fuori dalla gestione della metro», evidenzia l'assessore ai Lavori pubblici D'Eramo, «e non avrà oneri, neppure in caso di mancati introiti». Resta, tuttavia, un punto cruciale: la Commissione europea aveva dato, come termine ultimo per la rettifica della convenzione, il 15 ottobre. Termine oramai scaduto. «L'Ufficio tecnico», sottolinea D'Eramo, «ha dovuto preparare il testo della delibera. E' stato necessario, inoltre, ottenere l'approvazione del concessionario: tempi tecnici che a Bruxelles conoscono bene. Trasmetteremo al più presto tutti gli atti nella speranza di bloccare la procedura di infrazione». In caso contrario il Comune rischia una sanzione milionaria e la perdita del finanziamento per la realizzazione della metro. «Abbiamo cercato di adeguarci alle richieste», afferma l'assessore, «e di seguire tutte le indicazioni della Comunità europea. Ma va chiarito che, all'epoca della stipula della convenzione, la legge impediva di individuare nella stessa società il gestore e il concessionario di un'opera». D'Eramo conta di arrivare a un accordo che consenta al Comune di evitare pesanti sanzioni economiche. «La nuova delibera», conclude, «corregge il tiro rispetto alle intese precedenti».( |