Data: 21/10/2006
Testata giornalistica: Il Messaggero
Autostrada, sì al taglio dei pedaggi. Sospensiva respinta dal Consiglio di Stato, esecutivo il no agli aumenti

La guerra delle tariffe. A vuoto la contromossa del gestore. E a novembre si decide anche sui vecchi ritocchi

TERAMO - Il Consiglio di Stato ha respinto la richiesta di sospensiva della società Strada dei Parchi. Per gli utenti è una nuova vittoria: gli ultimi aumenti dei pedaggi dovranno essere subito annullati. La società, infatti, aveva presentato al Consiglio di Stato, proprio l'altro giorno, appello contro la sentenza con la quale il Tar del Lazio aveva dichiarato l'illegittimità degli ultimi aumenti dei pedaggi sulla A24 ed A25, quelli scattati dal 1° gennaio 2006. Sentenza che aveva accolto il ricorso proposto dalla Regione Lazio, appoggiato, oltre che dalla Regione Abruzzo, anche dalla Provincia di Teramo e dalla Comunità montana del Gran Sasso. Con l'atto di appello, la Strada dei Parchi aveva richiesto al Consiglio di Stato anche la concessione di un decreto presidenziale per la sospensione dell'esecuzione della sentenza. La richiesta di misure cautelari provvisorie, però, è stata respinta ieri dal presidente della competente sezione del Consiglio di Stato, il quale ha fissato la camera di consiglio per la discussione in contraddittorio delle istanze della Strada dei Parchi per il 7 novembre. Giorno che precede un'altra data importante, quella dell'8 novembre, quando il Tar del Lazio si pronuncerà anche su tutti gli altri aumenti che hanno subìto i pedaggi sulla A24 ed A25, le due autostrade più care d'Italia. Aumenti antecedenti a quelli del 1° gennaio 2006 e che, sommati agli ultimi, sfiorano il 50%. Nel frattempo, dopo la notizia della richiesta di sospensiva respinta, la Provincia di Teramo e la Comunità montana hanno comunicato che, quanto prima, provvederanno comunque all'immediata notifica di un atto di diffida alla società Strada dei Parchi e all'Anas «affinché si dia esecuzione alla sentenza del Tar Lazio, depositata già dal 5 ottobre». La guerra dei pedaggi, insomma continua? a colpi di cannone. «L'iniziativa della diffida - dichiarano il presidente della Provincia, Ernino D'Agostino, e il presidente della Comunità montana del Gran Sasso, Alfredo Di Varano - è un atto volto ad ottenere senza ulteriori ritardi l'annullamento degli aumenti tariffari del 2006. Restiamo, però, in attesa che il Tar del Lazio, l'8 novembre, esamini l'autonomo ricorso della Provincia e della Comunità montana riguardante anche gli aumenti tariffari delle annualità precedenti». Immediata la risposta da parte della Strada dei Parchi, che, in un comunicato stampa, evidenzia che, «pur ribadendo di ritenere legittimo e corretto l'aumento tariffario applicato dal 1° gennaio 2006, in conformità a quanto stabilito nel provvedimento anzidetto, che aderisce agli obblighi di convenzione formalizzata con la concedente Anas il 20 novembre 2001, resterà rispettosa delle valutazioni degli organi di giustizia e si atterrà ai conseguenti provvedimenti di ogni ordine e grado di giudizio nei tempi tecnici strettamente necessari». Insomma, viste le posizioni, ci si potrebbe legittimamente aspettare una diminuzione dei pedaggi da oggi stesso!

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