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PESCARA. L'Abruzzo ci riprova, e torna a chiedere il potenziamento della ferrovia Pescara-Roma. Otto parlamentari dell'Unione eletti in Abruzzo hanno presentato un ordine del giorno in cui chiedono di impegnare il governo ad introdurre nella propria programmazione il rilancio della strada ferrata «quale grande opera pubblica strategica», assumendo al tempo stesso «impegni per il reperimento delle risorse necessarie a partire dallo sviluppo dello studio di fattibilità». L'Unione prova insomma ad incalzare il governo chiedendo un atto concreto in tempi stretti, e lo fa alla luce di una scadenza: il 2010. In quella data, ricordano infatti i deputati, «il Mediterraneo diventerà zona di libero scambio», e la connessione fra i due grandi corridoi europei Barcellona-Kiev e Bari-Varna «passa attraverso collegamenti trasversali Tirreno-Adriatico a sostegno degli scambi tra i Paesi dei Balcani, dell'Europa dell'ovest e del nord Africa». In quest'ottica dunque il potenziamento dell'asse ferroviario fra Pescara e la capitale diventa decisivo, tanto che «su questa opera è stato predisposto uno studio di fattibilità della società Rfi (gruppo Fs)». A firmare il documento sono stati i parlamentari Pina Fasciani, Nicola Crisci, Lanfranco Tenaglia e Giorgio D'Ambrosio (Ulivo), Carlo Costantini e Antonio Razzi (Idv), Dante D'Elpidio (Udeur) e Maurizio Acerbo (Prc). |