Data: 23/10/2006
Testata giornalistica: Il Centro
Consiglieri, ecco il vitalizio d'oro. In pensione dopo 5 anni con 3 mila 170 euro al mese

L'AQUILA. Una pensione d'oro percepita dopo appena cinque anni da consigliere regionale. E' uno dei compensi economici che, va pure detto, in Abruzzo è al di sotto del livello di molte altre regioni italiane. Tuttavia, al momento in cui il parlamentare regionale non avrà più la sua poltrona a Palzzo dell'Emiciclo, insieme all'indennità consiliare, ossia allo stipendio mensile di 8 mila 082,31 euro lordi al mese e a quella di funzione, legata ai vari ruoli dagli incarichi consiliari alle presidenze e segreterie delle commissioni, è previsto anche l'assegno vitalizio. E' una pensione che scatta dopo 5 anni di attività istituzionale quindi dopo una sola legislatura. Un assegno che è cumulabile con altre entrate pensionistiche.
Ne ha diritto l'ex consigliere regionale che ha compiuto 60 anni. Ma vi si può accedere dall'età di 55 anni rinunciando ad una parte della somma. Fatto questo che comunque non intacca un dopo d'orato. Il vitalizio si calcola su una base di 10 mila 569,17 euro che corrisponde all'85% dell'indennità parlamentare. Colui che ha un mandato sulle spalle a 60 anni ha diritto a 3 mila 170,75 lordi al mese (il 30% della base di partenza).
La cifra aumenta gradualmente in relazione agli anni di attività fino a toccare i 6.341,50 mensili per coloro che hanno completato tre legislature (15 anni) e 6 mila 658,58 per chi ne ha 16 ed oltre.
Chi vuole andare a 55 anni percepisce circa il 76% dell'assegno fissato per gli anni di attività: a 59 anni, un anno prima del previsto, l'ex consigliere ha diritto a circa il 94% della somma di riferimento.
C'è da sottolineare che per alimentare il fondo ad ogni consigliere regionale viene trattenuta la somma di 1,228,12 euro al mese che è il 24% dell'indennità del consigliere regionale. Il vitalizio può essere riscosso anche dalla moglie o dai parenti, qualora l'ex consigliere fosse scomparso; per questo viene attuata una trattenuta per la reversibilità di 307,03 euro. A livello di entrate, il consigliere ha anche quella di fine mandato per la quale viene trattenuta la somma di 323,29 euro al mese: dopo cinque anni la "liquidazione" è di circa 40mila euro, naturalmente lordi.
Sul vitalizio nella passata legislatura il consigliere di An Fabrizio Di Stefano ha presentato una proposta di legge per l'abolizione, arrivata all'ordine del giorno del Consiglio regionale per essere poi rispedita e sotterrata in commissione. Comunque, ecco il pensiero dei protagonisti. Il capogruppo dello Sdi, Camillo Cesarone, alla prima legislatura: «Se il consigliere regionale lavora con abnegazione ed impegno», dice Cesarone, «le indennità, compreso il vitalizio, non devono far gridare allo scandalo, anche considerando che i nostri compensi sono tra i più bassi d'Italia. L'argomento delle indennità diventa invece un problema nel caso in cui riguarda persone che non lavorano. E lì c'è bisogno di intervenire».
Il consigliere di Forza Italia Paolo Tancredi, 40 anni alla seconda legislatura: «Sulle indennità siamo sotto la media nazionale, anche se un discorso di moralizzazione va fatto», osserva tancredi, «però non solo sui costi perché essere eletti e lavorare seriamente prevede molte spese e buona parte di indennità e benefit vengono assorbiti. Chi svolge il ruolo con impegno, non può più fare la professione originaria, quindi questo è un accantonamento giusto ed una garanzia per il futuro, anche per continuare a fare politica senza incarichi istituzionali. Nel mio caso, da ingegnere sono arrivato ad essere dirigente di azienda ma subito dopo, a 35 anni, sono stato eletto consigliere regionale. Facendo attività istituzionale e politica a tempo pieno, ho detto addio alla mia carriera professionale».

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