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PESCARA. Di mezzi su rotaie e di bus ne sa ancora poco. Ma dopo avere guidato per circa venti anni una struttura complessa e dinamica come l'Unione industriali di Pescara, Emanuele Panunzio non ha paura della nuova sfida. E' lui il neo direttore generale della Gtm, la gestione trasporti metropolitani. Ieri l'Assemblea dei soci Gtm, che ha come unico azionista di riferimento la Regione, gli ha affidato il posto dell'ingegnere Tullio Tonelli. La prima domanda è d'obbligo: che succederà con l'appalto della filovia? «Datemi il tempo di guardare le carte», risponde Panunzio. Una scelta tecnica ma soprattutto politica: lasciare la strada parco così com'è, sette chilometri di asfalto interamente pedonalizzati, o farci passare i mezzi elettrici della Balfour Beatty Italia. La ditta con casa madre londinese, che si è aggiudicata l'appalto da 31 milioni di euro per la metropolitana leggera di superficie (la cosiddetta filovia), ha per ora tutte le carte in regola per andare avanti con il suo progetto. L'assessore regionale ai Trasporti, Tommaso Ginoble, dice però che i due comuni interessati, Pescara e Montesilvano, potrebbero fermare la realizzazione dell'opera con una deliberazione delle due assemblee civiche, sia pure accollandosi l'onere di una penale da pagare alla Balfour. Ma chiede anche un segnale chiaro dai due sindaci, che ancora non si vede, mentre il comitato che si batte contro il passaggio della filovia sulla strada parco non demorde. Insomma, dall'azionista di maggioranza della Gtm, stazione appaltante della filovia, arrivano da tempo segnali di apertura al popolo del "no", anche se la Regione non intende assumersi da sola una responsabilità di cui sono sovrani i due comuni nei rispettivi territori. Il neo direttore generale Panunzio non potrà che rimettersi alle decisione politiche, ma il caso è anche abbastanza complicato sotto l'aspetto giuridico e tecnico-amministrativo per liquidarlo con un sì con un no. «Datemi il tempo di studiare bene le carte», insiste il neo direttore generale della Gtm, «sino ad oggi della filovia ho sentito parlare solo sui giornali. So che il mio predecessore, Tonelli, ha lasciato una organizzazione ottima. Assieme ai nuovi amministratori metteremo la nostra esperienza al servizio del cittadino e del territorio». All'età di 54 anni, metà dei quali trascorsi all'Unione industriali di Pescara, Panunzio non può evitare di guardarsi indietro almeno per un attimo prima di affrontare il nuovo incarico: «I problemi di Confindustria sono ciclici. Periodicamente si affacciano quello dell'innovazione, del modo nuovo di fare impresa. Credo che anche a Pescara ci sia la necessità di una dirigenza rinnovata. Fra qualche mese ci sarà anche la nuova presidenza, ma non chiedetemi adesso di fare nomi...». |