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L'ex direttore della Gtm Tonelli rivela il progetto finale e chiama in causa la politica PESCARA. «Quei soldi ci sono, 57 milioni di euro. Io li avevo trovati...». L'ingegnere Tullio Tonelli, ex direttore generale della Gtm silurato nel segno dello spoil system, se ne sta seduto tra il pubblico dell'aula consiliare del Comune mentre il professor Glauco Torlontano snocciola i dati sull'inquinamento dell'aria e difende la scelta della filovia. Tonelli è proprio di questo che vorrebbe parlare, ma evita l'"uscita" pubblica. Al cronista spiega però che non è affatto vero che la filovia si fermerà «a quegli inutili sette chilometri» che collegano Montesilvano a Pescara. Perché, appunto, i finanziamenti per completare l'opera con le due nuove bretelle: dalla stazione ferroviaria alla pineta e dal centro all'aeroporto, sono già a disposizione dello Stato. «E' solo una questione di scelta politica» dice quasi sottovoce l'ex manager della Gtm. Intanto l'ematologo e consigliere comunale Glauco Torlonato dà ancora sfogo alla sua battaglia per la salute dell'aria: «Legambiente ci dice che siamo la città più inquinata d'Italia per quel che riguarda il biossido di azoto e a Pescara circolano ogni giorno 125.000 auto provenienti da tutte le province abruzzesi, con un incremento annuo valutato tra il 4 e il 5%». Far scorrere meglio il traffico, regolamentare l'offerta dei parcheggi, anche con l'ausilio di nuove tecnologie già attuate in altre città (come i varchi elettronici sperimentati con successo a Bologna); l'utilizzo dei corridoi verdi. Non ha molto di nuovo da aggiungere il Professore alle cose che va ripetendo da anni, lui che ha speso una vita a salvare vite umane. Anche sulla filovia il concetto è chiaro: «E' la più moderna versione del tram, in tutto il mondo in trionfale ritorno e non solo a causa della crisi energetica e di inquinamento. Con questo sistema» spiega Torlontano «si disporrà, in tempi relativamente brevi nella nostra area metropolitana, di "tram" senza binari, perché guidati da piccoli magneti posti sotto l'asfalto». Ed ecco un ulteriore chiarimento dell'ematologo: «Chi parla di elettromagnetismi prodotti dai magneti dice solo delle schiocche menzogne, diffuse per terrorizzare la gente. E poi questi "tram", a marcia autonoma bimodale, elettrica e a metano, non utilizzano, come è stato scritto, l'inquinante gasolio. Inoltre, proprio la bimodalità di trazione, rende possibile la variazione di percorso in caso di ostacoli improvvisi». La filovia rappresenterebbe insomma «una alternativa di trasporto vincente» per Torlontano, «soprattutto per quel 60% di viaggiatori pendolari, oggi per lo più automobilisti, in grande affanno per raggiungere il posto di lavoro; anche perché costretti a contendere, in una città satura di veicoli, la sosta ai residenti per lo più privi di garage e proprietari di automezzi sempre più voluminosi e ingombranti». Ma ci sono anche altre ragioni per dire sì alla filovia secondo il professore: «La grandissima affluenza di pendolari rende difficoltoso l'arrivo in città dei visitatori per acquisti, il cui modesto 30% non è certo da scoraggiare, con le gravi conseguenze intuibili per l'occupazione e l'economia». Il professore giudica in sostanza «apprezzabili» gli sforzi fin qui compiuti dall'ammnistrazione comunale per ridurre l'inquinamento acustico e atmosferico «ma siamo ancora lontani dal vincere la battaglia». |