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LA Sangritana, azienda a totale capitale pubblico, continua ad essere al centro di velenose polemiche e accesi dibattiti che interessano gli amministratori vecchi e nuovi, ma anche politici. Il consigliere regionale di An, Fabrizio Di Stefano, ha presentato una interrogazione all'assessore regionale ai trasporti, Tommaso Ginoble, sull'attuale gestione dell'azienda. Di Stefano chiede di verificare: se il doppio incarico della presidente Loredana Di Lorenzo, che ha assunto ad interim anche la carica di direttore generale, non sia incompatibile anche in relazione allo statuto allora vigente; se la stessa presidente si sia attribuita un doppio stipendio derivante dai due ruoli; se è vero che la Di Lorenzo abbia usato l'auto aziendale per recarsi a manifestazione di partito. Ma Di Stefano, nell'interrogazione, si occupa anche degli incarichi esterni di consulenza e chiede a Ginoble di sapere se «si ritiene conforme ai principi di efficienza ed economicità l'affidamento all'esterno dell'incarico di assistente del presidente, stanti le professionalità presenti in azienda». Su questo il consigliere di An ha preannunciato un esposto alla Corte dei Conti. Si è interessato anche dell'argomento del recupero dei crediti della Sangritana; Di Stefano ha infatti chiesto alla commissione di vigilanza che la Di Lorenzo venga convocata affinché chiarisca «atti alla mano, in che modo sia stato effettuato il recupero, esibendo copia delle lettere inviate ai morosi e chiarendo come è stata accertata questa passività». Sulla vicenda del recupero di un milione e 300 mila euro di crediti si registra la replica l'ex presidente Marino Ferretti, pronto ad adire le vie legali per difendere l'immagine dell'Azienda. «Non mi risulta che fino al 27 luglio 2006, ultimo giorno del mio mandato, l'Agenzia avesse crediti pregressi di tale portata, se non legati a termini di pagamento con scadenza, da contratto, a 30-90 giorni. Al contrario credo si tratti dell'ennesimo squallido tentativo di distruggere in poco tempo l'immagine dell'azienda» continua Ferretti che aggiunge «ora l'azienda vive di rancori, al solo fine di giustificare i recenti ingenti incarichi dei tre consulenti particolari del presidente». E critiche arrivano anche sulla «presunta nomina a vice direttore generale della Sangritana di Alfonso d'Alfonso (ex Udc approdato ora all'Udeur ndr). «Sinceramente ci sfuggono i motivi di tale repentina ricollocazione dell'ex amministratore della più grande azienda regionale di trasporto pubblico» sostiene l'onorevole Udc Rodolfo De Laurentiis in una lettera a Ginoble in cui si agura che le voci siano infondate. Mario Amicone, consigliere regionale Udc, rimprovera invece, con apposita interrogazione, il presidente Del Turco il quale «pur di assicurare un posto di lavoro a disoccupati eccellenti riesce, oltre che ad adeguare la normativa allo status del beneficiario (riferendosi al caso Quarta) anche a confondere i requisiti politici necessari per fare il presidente con i requisiti professionali per fare il dirigente (caso D'Alfonso)» |