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Cgil Abruzzo dice basta alle morti e agli infortuni sul lavoro, non a caso proprio nella settimana europea della sicurezza sul lavoro. Ogni anno in Abruzzo si registra il dato sconcertante di 24mila incidenti sul lavoro con 18mila infortuni e 30 incidenti mortali. I dati, che sono stati presentati ieri mattina nel corso di una conferenza stampa a Pescara da Giampaolo Di Odoardo, segretario regionale Fillea-Cgil e da Mario Boyer, segretario della Cgil di Pescara, sono stati rilevati dall'Osservatorio del Dipartimento Prevenzione, Salute e Sicurezza nei luoghi di lavoro della Cgil Abruzzo utilizzando anche i dati provenienti dagli Enti paritetici. «I dati - sottolinea Di Odoardo - ovviamente non contengono la percentuale di infortuni "contrabbandati" per malattia o per incidenti avvenuti in ore dichiarate come permesso dal lavoro non retribuito o per altre motivazioni tese a "nascondere" l'infortunio, anche per non aumentare il premio Inail». In media in Abruzzo sono 87 gli infortuni al giorno: da gennaio a luglio 2006 si contano 31 morti sul lavoro (28 nel settore dell'industria e terziario, 3 in quello dell'agricoltura), che hanno lasciato 4212 vedove e 473 orfani. Dati che sembrano parlare più di un campo di battaglia piuttosto che di un luogo di lavoro e che hanno spinto la Cgil a organizzare per domani una manfestazione che vedrà la partenza di tre tedofori (tra cui il maratoneta Alberico Di Cecco) da Martinsicuro, L'Aquila e San Salvo per attraversare 42 comuni e giungere a Pescara, dove, alle 18, da Piazza Italia, partirà un corteo per manifestare a difesa della salute e della vita dei lavoratori. «Faremo un esposto alla Procura della Repubblica delle quattro province abruzzesi - ha detto Mario Boyer - per accertare se ci sono eventuali violazioni da parte della Regione. Chiediamo l'istituzione di una commissione di inchiesta sugli appalti pubblici riguardante il rispetto della normativa della sicurezza, chiediamo poi di destinare il 5% del bilancio 2007 alla prevenzione primaria collettiva, e chiediamo inoltre il completamento dell'organico dei dipartimenti di prevenzione. «I componenti della giunta e i consiglieri di maggioranza hanno sfilato con noi fino a giugno condividendo le nostre idee - ha detto Di Odoardo -. Adesso che potrebbero decidere, non fanno niente. La Cgil non si può limitare alle denunce, al dire, ma deve passare al fare. Per cui ci sono tutte le condizioni - ha concluso Di Odoardo - per uno sciopero generale nei confronti di questa giunta regionale». |