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(ANSA) - ROMA - Cambiano i vertici delle Ferrovie ma non la richiesta di sbloccare gli aumenti dei biglietti, fermi da cinque anni, dal dicembre del 2001. ''Abbiamo chiesto al governo di riconsiderare il sistema tariffario, nelle parti non legate a convenzione. Stiamo aspettando una risposta'' ha detto oggi il nuovo presidente dell'azienda ferroviaria, Innocenzo Cipolletta, insediatosi a settembre scorso insieme al nuovo amministratore delegato Mauro Moretti, il quale, a sua volta, nelle scorse settimane aveva sollecitato lo 'scongelamento' delle tariffe. Nessun segnale e' giunto finora dal governo. Cipolletta e' il terzo presidente Fs, in ordine di tempo, a chiedere di far scattare i rincari bloccati. Il tormentone-tariffe prende infatti le mosse dal lontano 2001, quando a dicembre di quell'anno l'allora ministro dell'Economia Giulio Tremonti blocco' a sorpresa un adeguamento medio dei biglietti ferroviari del 4,15% gia' autorizzato, che sarebbe dovuto scattare il successivo 1 gennaio. Il motivo: la concomitanza con il passaggio dalla lira all'euro. La decisione di Tremonti scateno' naturalmente il plauso delle associazioni dei consumatori ma gia' dopo qualche mese, anche le ripetute sollecitazioni dei vertici della holding ferrovie per adeguare le tariffe agli standard europei. L'allora presidente e Ad delle Fs Giancarlo Cimoli non si stancava di ripeterlo: ''Le tariffe italiane sono inferiori del 50-60% rispetto a quelle europee. Dovrebbero aumentare tra il 3,5% e il 5% ogni anno, senza voler raggiungere immediatamente il gap che ci separa dagli altri paesi''. Anche se gli aumenti sono legati al meccanismo del price-cap, vale a dire al raggiungimento dei parametri di qualita' del servizio. In piu' di una occasione Cimoli parlo' di ''tariffe polacche'' e a febbraio del 2004 calcolo' che i mancati aumenti dei biglietti accumulati fin dal 2001, ''incidono per il 5% sul fatturato, per circa 120 milioni di euro''. Nel secondo semestre 2003, nonostante ripetuti e in molti casi autorevoli annunci, il dossier tariffe Fs non approdo' mai sui tavoli del Cipe, anche a fronte del parere non negativo degli esperti del Nars e di quello dell'allora ministro delle Infrastrutture Pietro Lunardi, favorevole a dare il via agli adeguamenti. A giugno del 2005, il predecessore di Cipolletta, Elio Catania, si spinse oltre annunciando dal successivo 1 luglio aumenti modulati dei biglietti a seconda delle varie tratte, in una forbice compresa tra il 4,15% fino a punte dell'8%. Iniziativa subito gelata dal Tesoro con un secco no. Ora tornano alla carica i nuovi vertici, alle prese anche con il problema della ricapitalizzazione della controllata Trenitalia che viaggia verso fine anno con una previsione di 'rosso' a quota 1.700 milioni di euro. Una ricapitalizzazione necessaria, ripetono Cipolletta, Moretti e anche il ministro dei Trasporti Alessandro Bianchi. Il fabbisogno per rimettere in binario Trenitalia e' calcolato intorno a un miliardo di euro ma c'e' l'ostacolo posto dall'Unione Europea sugli aiuti di Stato. Per l'aumento di capitale quindi e' necessario il via libera dalle autorita' Ue. ''Dobbiamo parlare con Bruxelles, per soddisfare le eventuali condizioni che ci porranno'' ha osservato in proposito il presidente Cipolletta |