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PESCARA. Per il neo vice direttore Alfonso D'Alfonso ex presidente Arpa sarà un posto a tempo indeterminato o, almeno lo sarà, fino a quando la società Sangritana spa non soccomberà sotto il peso dei conti in rosso, degli stipendi dei dirigenti e delle controversie legali in corso, ultima quella con l'imprenditore Toto. La novità del posto fisso a D'Alfonso tra gli apicali della società di trasporto con sede a Lanciano, ha spalancato le porte ad accuse nemmeno tanto sotterranee. Lui e il suo collega neo direttore, Luigi Nuzzo, sono approdati alle poltrone della Sangritana per via politica: Alfonso D'Alfonso sotto il vessillo dell'Udeur; Nuzzo dello Sdi, partito di riferimento del presidente della giunta Del Turco. Nulla di particolare, ma il fatto nuovo e che D'Alfonso dovrebbe rimanerci a vita e non fino al prossimo cambio di gestione politica. Il caso è stato segnalato allo stesso assessore regionale ai trasporti, Tommaso Ginoble che ha comunque disposto per lunedì la riunione del Cda della Sangritana per ratificare la decisione, ma non sarà una seduta semplice in quanto all'interno dell'azienda c'è chi sottolinea come la società di trasporti, unica nella regione nel suo duplice ruolo di ferro-gomma, abbia al proprio interno personalità ed esperienze per ricoprire il ruolo di D'Alfonso. In attesa della decisione del Cda, è An a rilanciare le critiche verso la gestione della neo presidente Loredana Di Lorenzo. «C'è necessità di un intervento forte della Regione», sottolinea il consigliere regionale di An Fabrizio Di Stefano, «per tutta una serie di episodi, ultimi dei quali legati alle due nomine esterne del direttore e del vice direttore generale che vanno a gravare pesantemente sul bilancio». Di Stefano chiede con decisione l'intervento della Regione, azionista di maggioranza dell'azienda di trasporto pubblico regionale Sangritana, per fare chiarezza sull'azione della Spa. «Chiedo all'assessore regionale ai trasporti Ginoble se ritiene compatibile», fa presente Di Stefano «il doppio incarico di presidente e direttore generale della Sangritana ricoperto dall'architetto Loredana Di Lorenzo e se è vero che fino alla nomina del direttore generale ha incassato i due emolumenti; se è legittima la nomina fatta su se stessa dal Cda considerando che il vecchio statuto dell'azienda stabiliva che la nomina del direttore fosse di competenza dell'assemblea dei soci e non del Cda». Nell'interrogazione si chiede se risulta compatibile l'incarico di capo di gabinetto affidato al dottor Piero Carducci. Su quest'ultimo elemento, il consigliere Di Stefano presenterà un esposto alla Corte dei Conti. |