Data: 31/10/2006
Testata giornalistica: Il Centro
Regione, il deficit sfiora i 3 miliardi di euro. I sindacati invitano l'assessore D'Amico a chiedere l'intervento del Governo

L'AQUILA. Un disavanzo di 125 milioni di euro nel bilancio di previsione 2007 per raggiungere il pareggio e rispettare il patto di stabilità, un debito di circa 2 miliardi e 800 milioni di euro arrivato a superare abbondantemente le entrate della Regione che sono stimate in circa 2 miliardi e 400 milioni di euro. Quindi il deficit strutturale non sarebbe ripianato neppure se la Regione si fermasse per un anno.
Quindi il deficit strutturale non sarebbe ripianato neppure se la Regione si fermasse per un anno. Ma c'è di più: allo stato attuale non è possibile reperire maggiori entrate neppure con l'aumento delle tasse perché l'inasprimento della pressione fiscale nel triennio 2007-2009, in particolare con il bollo auto più salato del 10% e con le aliquote di Irpef più su di un punto, è previsto nel piano di risanamento sulla sanità presentato al Governo nazionale e che sarà approvato nelle prossime settimane. «E' una fotografia drammatica», come hanno detto i sindacati, «quella che emerge dal quadro economico della Regione presentato ieri dalla Giunta proprio alle parti sociali».
I sindacati hanno lanciato l'allarme ponendo l'istanza di riforme strutturali e invitando l'assessore regionale al Bilancio Giovanni D'Amico di chiedere un intervento del Governo. In sostanza, da ieri i conti in rosso della Regione, in larga parte causati dal deficit sanitario tra l'altro in preoccupante evoluzione, sono ufficiali: la situazione contabile è stata portata all'attenzione di sindacati ed associazioni di categoria nell'avvio della fase di concertazione sul bilancio e la Finanziaria 2007.
Si tratta di conti ancora più negativi di quello che ci si attendeva: le evidenti difficoltà di bilancio renderanno molto ardua la strada che dovrà portare alla elaborazione della bozza del Bilancio e della Finanziaria 2007. «Nei prossimi giorni», ha detto D'Amico, «è previsto un incontro unitario con tutta la Giunta regionale. Si tratta di un percorso difficile e per questo abbiamo presentato un quadro finanziario chiarissimo per il 2007 e su questo quadro intendiamo lavorare con le parti sociali». La criticità è legata all'assenza di entrate straordinarie, per un ammontare complessivo di 78 milioni di euro e all'aumento della spesa sanitaria. Dal canto loro, sindacati e Confindustria hanno sottolineato che per la prima volta fornito un quadro chiaro della situazione finanziaria, sottolineando «l'alto valore tecnico del lavoro fatto dall'assessorato al Bilancio».
All'assessore D'Amico i sindacati hanno ribadito la necessità di avviare con la concertazione riforme strutturali. «Per la prima volta ci hanno detto la verità ma prima della morte», ha affermato il segretario regionale della Uil, Roberto Campo, «e la situazione è drammatica. E c'è da dire che in questo anno e mezzo la Giunta non ha mostrato la determinazione richiesta dalla problematica denotando oltretutto scoordinamento tra i vari settori».
Gianni Di Cesare della segreteria regionale della Cgil ha spiegato «che siamo all'emergenza e purtroppo lo diciamo da tempo, ora è diventato chiaro anche all'assessore pensare che l'Abruzzo debba aprire un ragionamento con il Governo nazionale».

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