Data: 02/11/2006
Testata giornalistica: Il Centro
Chieti. Il segretario della Cgil Marchioli chiede di riavviare il confronto «Più qualità nel lavoro per lo sviluppo»

Sicurezza, giovani e immigrati Intesa con Confindustria sulla formazione e sull'istruzione

CHIETI. «Riavviamo il confronto che ci ha portati a sottoscrivere l'intesa del 15 febbraio 2005 per aggiornarla nei temi e in alcuni argomenti da approfondire, in particolare sul ruolo della grande impresa, sulla sostenibilità dello sviluppo, sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e su formazione e competenze». Michele Marchioli, segretario generale della Cgil teatina, studioso di dinamiche del lavoro, rilancia la sua proposta all'indomani del convegno organizzato al teatro Marrucino da Confindustria di Chieti per festeggiare i 61 anni dalla fondazione e caratterizzato da una lunga analisi del presidente Silvio Di Lorenzo.
E il refrain di Marchioli ruota intorno al concetto espresso tempo fa dal sociologo del lavoro Aris Accornero: «Il ventesimo secolo era iniziato con le aziende che coniavano il motto "non siete pagati per pensare" ed è finito con lo slogan "la qualità dipende da voi"». «Io dico che insieme dobbiamo incrementare il capitale umano perché non abbiamo vissuto e speso questo secolo per tornare alle diseguaglianze delle origini», ricorda Marchioli che tiene a ribadire come «la provincia sia sempre in bilico tra declino e sviluppo tra ricchezza e povertà, tra aree forti e aree che stanno regredendo. Una provincia, e parlo di tutti gli attori della governance, istituzionali, economici e sociali, che deve saper inserire nella sua agenda di discussione e confronto, tra le tante problematiche dello sviluppo, due emergenze: futuro dei giovani e costruzione della multietnicità, a partire dall'accoglienza riservata agli immigrati. I giovani», annota il sindacalista, «sono afflitti da un livello di precarietà crescente che mina non solo il loro presente, ma anche il loro futuro e con esso la tenuta sociale e del rapporto solidale intergenerazionale. I lavoratori migranti sono alle prese con sottosalari e assenza di diritti e con fenomeni che talvolta ne limitano pesantemente la libertà». E qui è il caso di ricordare l'accordo sottoscritto il 15 febbraio di un anno fa a conclusione di un confronto lungo e articolato tra sindacato confederale, Confindustria e università, facoltà di Economia. Un patto su sviluppo e competitività. Gli obiettivi erano e sono ambiziosi: crescita delle piccole imprese anche come dimensioni organiche, da supportare con servizi adeguati e con l'apporto delle aziende maggiori sotto il profilo della capacità di aggiornamento anche verso il mercato internazionale. «Ma gran parte della strategia per lo sviluppo della provincia veniva individuata nella capacità di costruire una crescita basata sulla sostenibilità ambientale, con l'impresa impegnata, sempre più, a farsi portatrice di interessi che abbracciano nuovi ambiti legati al sostegno del capitale umano ambiantale e sociale. Capace, si diceva durante gli incontri, di realizzare lavoro stabile e di qualità». E qui emerge il problema del façon in tessile, abbigliamento e calzaturiero, non a caso i settori più fragili dell'economia teatina. Ma per "leggere" le problematiche del lavoro la Provincia ha istituito l'osservatorio socio-economico, da rendere tuttavia operativo, sollecita Marchioli, anche perché il prossimo anno le amministrazioni provinciali avranno dalla Regione la delega a occuparsi della formazione professionale. Qui il segretario della Cgil si ricollega alla relazione del presidente degli imprenditori, Di Lorenzo, che ha battuto molto sulla necessità di connettere nei fatti istruzione e imprese, università e aziende, facoltà tecniche e crescita con la creazione delle figure necessarie. Due linee comuni di intendere lo sviluppo.

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it