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(ANSA) - ANCONA - Cgil, Cisl e Uil delle Marche sono ''nettamente contrari'' al rincaro di biglietti e abbonamenti ferroviari. ''Ancora una volta - affermano - si finisce per gravare sulle famiglie e sugli utenti marchigiani per quali, oltre agli accresciuti disservizi, ci saranno maggiori costi derivanti da una politica miope, sbagliata e irresponsabile del trasporto pubblico locale''. L'aumento dei biglietti ferroviari del 5% per l'utenza e un ulteriore 1% a carico della collettivita', e' frutto - rimarcano Cgil, Cisl e Uil - di un accordo tra giunta regionale (con la collaborazione delle amministrazioni provinciali) e Trenitalia ''senza il minimo coinvolgimento del sindacato''. Cio' dimostra come il governo regionale ''contraddica nei fatti la pluridichiarata volonta' di valorizzare la concertazione e proceda senza alcun intento riformatore del settore''. Il trasporto pubblico locale attraversa infatti nelle Marche ''una grave crisi strutturale, le cui responsabilita' sono da attribuire alle scelte politiche e amministrative di Regione, Comuni e Province nonche' alla gestione fallimentare delle aziende, Trenitalia compresa''. Secondo i sindacati, ''gli ultimi aumenti, oltre a danneggiare i marchigiani, non risolvono alcunche' e rappresentano un disincentivo all'uso dei mezzi di trasporto pubblico, quando si avrebbe bisogno proprio del contrario''. Cgil, Cisl e Uil delle Marche, che ''da anni si oppongono a questa politica sbagliata e da tempo hanno avanzato proposte per attuare una vera riforma del settore'', chiedono ''una profonda svolta nel governo e nella gestione del tpl'', e annunciano ''imminenti iniziative di confronto e di sensibilizzazione non escludendo, se necessaria, anche la mobilitazione dei lavoratori, dei pensionati e degli utenti'' |