Data: 05/11/2006
Testata giornalistica: Il Messaggero
Panico nella metro, denuncia la società. Studente giuliese, ferito nel tamponamento tra i convogli, chiede i danni

GIULIANOVA - C'era un giovane studente giuliese tra le persone coinvolte nel terribile tamponamento tra convogli nella metropolitana di Roma a piazza Vittorio. Si tratta di I.T. di 19 anni, studente della facoltà di Economia, residente in una casa privata affittata nel quartiere San Giovanni. Inevitabile, dunque, per lui, servirsi della metropolitana per raggiungere l'Università. Il giovane giuliese si trovava proprio nell'ultimo vagone del convoglio tamponato, quello nel quale si è registrato il più alto numero di feriti. E ferito è rimasto anche lui, avendo riportato contusioni alle gambe e "distrazioni" muscolari che gli sono derivate dallo spontaneo e drammatico tentativo di aggrapparsi a qualcosa con tutte le sue forze per evitare di cadere o finire magari sotto gli altri passeggeri che occupavano il convoglio. Per I.T. è stato un trauma tremendo, come ha raccontato ai genitori, noti professionisti della città, e come ha anche riferito al suo avvocato, il quale ha deciso, d'accordo con il cliente, di intraprendere un'azione di risarcimento del danno subìto nello scontro nei confronti della gestione della "Metro" romana. Certo, nel tamponamento ci sono stati anche una vittima e feriti più gravi, ma per lo studente giuliese non è stato soltanto il trauma fisico a determinare la decisione di adire le vie legali nei confronti dell'azienda, quanto lo stato di shock che gli è rimasto dentro e che, da quel giorno, gli impedisce di servirsi ancora dei treni della metropolitana per poter andare all'Università e frequentare le lezioni. E', dunque, in particolare, l'aspetto psicologico del "trauma" che viene maggiormente messo in risalto e che comporta per I.T. altri inconvenienti. In pratica ha dovuto rimodellare i suoi comportamenti quotidiani essendo cambiati gli orari per recarsi in autobus all'Università oppure sobbarcarsi un sacrificio economico quando ha deciso di servirsi di un taxi. La sua è una nuova pratica di risarcimento che si aggiunge a quella degli altri passeggeri rimasti coinvolti nella vicenda. Non va dimenticato, del resto, che sull'incidente stanno ancora lavorando tre commissioni d'inchiesta, una delle quali fa capo proprio alla Metro spa, la società che gestisce la metropolitana romana. Parlando con i genitori e con i numerosi amici giuliesi, lo studente, nel raccontare della sua tragica esperienza, non può negare il fatto che anche per lui sarebbe potuta andare peggio, visto quanto è accaduto a molti altri passeggeri di quel vagone ed ammette che è un'esperienza che il tempo potrà sicuramente attutire, ma mai cancellare del tutto. Comunque, adesso, tutto viene racchiuso nella carta bollata che darà la stura ad un capitolo della complessa vicenda giudiziaria.

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