|
A24 e A25. Ma si dovrà attendere il giudizio di merito. Il Tar aveva cancellato gli aumenti disposti a gennaio
Teramo. - Autostrade abruzzesi, tornano le "vecchie" tariffe. Per intenderci, quelle di circa dieci giorni fa, maggiorate del 5,87% dal 1" gennaio 2006. Ieri, infatti, il Consiglio di Stato ha sospeso la sentenza del Tar del Lazio del 5 ottobre, che annullava l'ultimo incremento tariffario del 5,87%, ed accolto la richiesta della società Strada dei Parchi, nonostante, qualche settimana prima, la richiesta di misure cautelari provvisorie fosse stata respinta. Lunghe e tortuose più che mai le vie che dall'Abruzzo portano a Roma! Questa volta, però, la Strada dei Parchi non si pronuncia, forse per scaramanzia, e al suo posto arriva un comunicato della capogruppo Autostrade per l'Italia. «Il Consiglio di Stato - si legge -, accogliendo l'istanza cautelare presentata dalla Strada dei Parchi, ha riconosciuto da una parte che i motivi dell'appello presentano "profili degni di positiva valutazione", dall'altra che l'esecuzione della sentenza del Tar determina un "pregiudizio grave ed irreparabile" per la società concessionaria». Amareggiato il Governatore Ottaviano Dei Turco, che non esclude «eventuali iniziative politiche». «Le due Regioni, Abruzzo e Lazio - dice -, non potranno ulteriormente tollerare l'applicazione di una normativa che si pretende le escluda da ogni potere di indirizzo in ordine alla gestione autostradale e al rispetto dei piani di investimento e dei connessi adeguamenti tariffari. Le complesse questioni sollevate da questa sentenza dovranno essere decise dal Consiglio di Stato nel merito, ma chiederemo un'udienza ravvicinata». Secondo il presidente della Provincia di Teramo, Ernino D'Agostino, invece, «la decisione dei Consiglio di Stato giunge davvero inaspettata». «Prendiamo atto della decisione - aggiunge-, ma rimaniamo convinti della fondatezza delle nostre argomentazioni». La lotta, però, si fa sempre più dura. A quanto pare, anche l'Associazione gestori autostrade si è costituita parte all'interno del giudizio, in appoggio alla Strada dei Parchi. «Evidentemente abbiamo toccato un tasto "pericoloso" - commenta Raimondo Sfrattoni, presidente del Comitato contro gli aumenti dei pedaggi - e l'inserimento dell'Associazione dei gestori autostradali in questa vicenda lo dimostra chiaramente, visto che una sentenza a nostro favore avrebbe potuto sconvolgere molti equilibri in tutto il resto d'Italia». Ieri, nel frattempo, si sarebbe dovuto discutere davanti al Tar del Lazio anche il ricorso autonomo presentato dalla Provincia di Teramo e dalla Comunità Montana su tutti gli altri aumenti tariffari sulla A24 ed A25, ossia quelli scattati a partire dal 2003. L'udienza, però, è stata rinviata su invito del presidente del Tar del Lazio e la discussione verrà fatta dopo la definizione della fase d'appello. «Ma di una cosa possiamo essere certi - ironizza Sfrattoni -, sicuramente la Strada dei Parchi impiegherà molto meno tempo a rialzare le tariffe di quanto ne abbia impiegato per abbassarle». |