Data: 14/11/2006
Testata giornalistica: Il Centro
L'Aquila. Legambiente critica di nuovo il Comune. Graduatoria sulla qualità della vita e dell'aria. «Mancano politiche mirate»

L'AQUILA. Legambiente ha organizzato ieri al Palazzetto dei Nobili una presentazione per spiegare i criteri del rapporto sull'ecosistema urbano e qualità della vita, chiarendo le ragioni che hanno relegato L'Aquila all'ultimo posto della classifica annuale delle 103 città italiane prese in considerazione. Una posizione che aveva suscitato le ire del sindaco Biagio Tempesta.
Mirko Laurenti, il responsabile nazionale del rapporto ha commentato i dati, affiancato da Gabriella Mariani, presidente del circolo Legambiente dell'Aquila e Antonio Ricci, presidente regionale dell'associazione.
Il rapporto sull'ecosistema urbano rileva ogni anno dati relativi a ben 125 parametri ambientali. Questa raccolta viene sintetizzata in 25 diversi indicatori che misurano l'impatto ambientale delle attività umane, il livello di inquinamento e la qualità delle politiche messe in campo dall'amministrazione pubblica in risposta ai problemi dell'ecosistema urbano (abusivismo, isole pedonali, politiche energetiche e trasporti pubblici).
«Anche se la posizione geografica dell'Aquila le regala una qualità dell'aria ottimale» ha dichiarato Gabriella Mariani «la carenza di politiche ambientali ha fatto relegare la città al fondo della classifica Legambiente. Non dobbiamo dimenticare che in città abbiamo 61 auto ogni cento abitanti e la percentuale di raccolta differenziata supera di poco l'11%».
All'origine del flop del capoluogo abruzzese, ci sarebbero però, soprattutto degli errori grossolani nel monitoraggio e nella trasmissione delle informazioni relative alle problematiche del rapporto. «Se L'Aquila avesse avuto la sensibilità di monitorare la situazione, dimostrando quindi di voler mettere in atto delle politiche ambientali» ha commentato Laurenti «adesso saremmo qui a commentare dei dati migliori».
«Normalmente» ha spiegato Laurenti «in mancanza di risposta da parte delle amministrazioni cittadine, possiamo riportare dei dati degli anni precedenti. Quest'anno però abbiamo deciso di considerare solo i numeri raccolti negli ultimi tre anni e quindi sono venuti a mancare per L'Aquila dei dati fondamentali».

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