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Realizzato solo il tredici per cento delle opere previste nella convenzione
E' un "traffico intenso di incassi", così come titola il Sole 24 Ore, quello che scorre lungo la A24 e la A25. E in quel traffico c'è anche la Strada dei Parchi, indicata nella colonna delle meno "generose" tra i gestori delle autostrade. Lo sanno benissimo gli abruzzesi, e i teramani in particolare, che stanno vivendo, ormai da tre anni, l'incubo delle tariffe. Ed è proprio grazie agli aumenti scattati dal 2003 ad oggi che la Strada dei Parchi può contare introiti da 132 milioni di euro nel 2005, nonostante, però, il rapporto tra utile e perdita sia con segno negativo. Tuttavia, in un tabellone elaborato dal ministero delle Infrastrutture, dove emergono i "buoni" e i "cattivi", ossia le società che hanno realmente investito quanto concordato entro il 2005 e quelle che, invece, non lo hanno fatto, risulta che sono quasi 196 i milioni di euro che la Strada dei Parchi avrebbe dovuto investire dalle nostre parti. Nella colonna accanto, invece, ci sono i milioni di euro investiti nella realizzazione di opere previste entro il 2005, quasi 26; la percentuale realizzata, 13,2%, e i milioni residui da investire, circa 259. Stando alla mappa degli investimenti, insomma, di qui a breve, le autostrade abruzzesi dovrebbero veramente cambiare aspetto visti i soldi residui! Fatto sta, purtroppo, che la Strada dei Parchi, così come molti altri gestori autostradali, ha bloccato gli investimenti, pur avendo, paradossalmente, già incassato gli aumenti dei pedaggi, previsti proprio per finanziare nuove infrastrutture. A tal proposito, dall'aula di Montecitorio, dov'è impegnato a votare la Finanziaria, arriva la voce dell'onorevole dei Ds Nicola Crisci. «La battaglia non finisce qui. Noi non ci arrendiamo ed anche la Regione andrà avanti, di comune accordo con quella del Lazio. Nonostante il Consiglio di Stato abbia accolto la richiesta di sospensiva della Strada dei Parchi, resto fermamente convinto della bontà delle posizioni assunte ufficialmente anche dal ministro Antonio Di Pietro. Deve pur esistere una correlazione tra investimenti ed aumenti, altrimenti non ci sarebbe alcun motivo per stipulare una convenzione, della quale, tra l'altro, molti aspetti sono più che discutibili. Ciò che, invece, mi rammarica profondamente è la diversità di comportamento, da parte della società Strada dei Parchi, nell'applicazione di una sentenza in base al destinatario». La Strada dei Parchi, infatti, ha impiegato oltre dieci giorni per applicare la sentenza del Tar del Lazio, che prevedeva l'annullamento dell'aumento del 5,87% scattato dal 1° gennaio 2006, mentre ha quasi immediatamente fatto riscattare, da ieri, gli stessi aumenti, così come deciso dal Consiglio di Stato. |