Data: 15/11/2006
Testata giornalistica: Trambus
Trasporti, sindacati sul piede di guerra

Le varie situazioni di crisi nel settore trasporti "in assenza di un intervento correttivo" da parte del governo, "sono destinate a saldarsi provocando l'esplosione del conflitto". Lo sottolineano in una lettera inviata al premier Romano Prodi i leader di Cgil, Cisl e Uil, insieme ai segretari generali delle categorie Filt, Fit e Uiltrasporti. Il conflitto, si legge nella lettera, "complice l'attuale regolamentazione del diritto di sciopero che definisce una lunga franchigia in coincidenza delle festività di fine anno, sarà concentrato nella prima metà del mese di dicembre con i prevedibili disagi conseguenti". Nella lettera i sindacati ricordano che il 18 maggio scorso, subito dopo l'insediamento del nuovo Governo, "le Federazioni di categoria avevano manifestato le profonde preoccupazioni per lo stato del settore", anche a causa dei "tagli indiscriminati operati dalla Finanziaria dal precedente governo oltre che per l'effetto di cinque anni di completo abbandono di ogni politica di programmazione nel settore". Il 14 luglio, ricordano ancora, era stato sottoscritto un accordo a palazzo Chigi nel quale si riconosceva "l'urgenza di interventi finalizzati al superamento dell'attuale situazione di crisi" e si concordava l'istituzione di una "cabina di regia" per il settore per consentire "l'adozione di provvedimenti individuati coerentemente con le scadenze istituzionali della programmazione finanziaria". I sindacati constatano "con grande rammarico" che, "allo stato attuale, la quasi totalità dei nodi individuati restano senza soluzione e che la discussione in corso sulla Finanziaria non sembra voler prevedere neppure le risorse minime per affrontare le emergenze, a partire dal rinnovo del contratto scaduto ormai da quasi un anno". Secondo Cgil, Cisl e Uil "appare assolutamente incomprensibile come impegni assunti da esponenti del governo con la sottoscrizione di accordi formali e che non hanno bisogno di alcuna copertura finanziaria, vengano anch'essi disattesi". Il riferimento è al "promesso emendamento governativo finalizzato al prolungamento della 'convenzione' tra Stato e Gruppo Tirrenia dal 2008 al 2012 che, nelle ultime ore, sembra essere svanito nel nulla". In questo modo, scrivono i sindacati, "si mina alla base la credibilità di una politica di concertazione che appare particolarmente necessaria in un settore ad alto impatto sociale come quello dei trasporti. In tale contesto sarà molto complicato affrontare la discussione sugli indispensabili interventi di riordino e di riforma che il settore richiede, così come dare risposte adeguate alle crisi esplosive delle grandi aziende di trasporto di valenza nazionale". Ecco che si avverte che se non ci sarà "un intervento correttivo, le varie situazioni di crisi sono destinate a saldarsi provocando l'esplosione del conflitto".

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