Data: 16/11/2006
Testata giornalistica: Il Tempo d'Abruzzo
«Hanno tramato contro il dirigente della Mobile» Cantagallo, Di Blasio e Di Pentima accusati anche di calunnia per aver tentato di estromettere Zupo dalle indagini

Proprio questo comportamento ha prodotto una svolta nell'accelerazione dell'inchiesta iniziata un anno fa

FORSE un malinteso senso di impunità ha indotto il sindaco di Montesilvano, Enzo Cantagallo, il suo capo di gabinetto, Lamberto Di Pentima e l'assessore Paolo Di Blasio ad esercitare pressioni ed a mettere in cattiva luce il capo della Mobile della questura di Pescara, dottor Nicola Zupo. Da qui l'accusa di calunnia. In particolare l'avvocato Di Pentima avrebbe rivestito un ruolo chiave nell'acquisizione di notizie riservate sulle indagini in corso, sfruttando le sue conoscenze negli ambienti istituzionali e tra le forze dell'ordine per intessere una trama contro il dirigente della Squadra mobile pescarese. Come si legge nell'ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip Luca De Ninis, su richiesta congiunta del procuratore capo Nicola Trifuoggi e del sostituto Varone, il sindaco e il suo capo di gabinetto avrebbero brigato per raggiungere due obiettivi: ottenere indicazioni sulle prove acquisite a carico di Cantagallo; estromettere dalle indagini il dirigente della Squadra mobile al quale lo stesso Cantagallo e Di Pentima hanno attribuito un decisivo ruolo di impulso e di coordinamento delle indagini. In che modo avrebbero agito i personaggi accusati anche di calunnia, per il momento non è dato di sapere: ma non è da escludere che possano essere state attivate corsie di carattere politico. Un tentativo decisamente maldestro perchè si è ritorto contro gli improvvidi autori di queste manovre che si sono visti appioppare anche un altro pesante reato, appunto quello di calunnia, per di più nei confronti di un pubblico ufficiale. Sarebbe interessante sapere, nel caso la strada delle indebite pressioni sia stata effettivamente percorsa, a chi Cantagallo (o chi per lui) si è rivolto per «estromettere il capo della Squadra mobile dalle indagini». Un aspetto questo non secondario perchè da esso potrebbero essere messe in luce le connivenze e i collegamenti nel filone dell'intreccio tra affari e politica.

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