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LANCIANO. Il riutilizzo del tracciato ferroviario Lanciano-San Vito che andrà in pensione con l'apertura della nuova stazione, accende il dibattito in città. La proposta della presidente della Sangritana, Loredana Di Lorenzo, di tener conto di soluzioni di mobilità sostenibile, come il treno "Regio citadis" in grado di camminare sia su rotaia che su strada, incontra pareri contrastanti. A condividere l'idea è il segretario provinciale Uil trasporti, Giuseppe Murinni: «Sarebbe insignificante il beneficio per la viabilità allargando la sede della strada provinciale solo nel primo tratto tra il casello dell'A14 e contrada Paglieroni di Treglio. Inoltre è noto che il vecchio tracciato ferroviario continuerà a servire per collegare la nuova linea Lanciano-San Vito e il deposito ferroviario. Ci auguriamo quindi che gli enti competenti ragionino su un progetto serio, offrendo alla collettività non solo il miglioramento della viabilità, ma anche un servizio di trasporto pubblico organizzato ed efficiente». Di parere opposto l'associazione culturale Frentania Provincia. «I cittadini hanno bisogno di più strade di collegamento e parcheggi», sostiene il presidente Giuseppe Valente, «il collegamento veloce con il casello autostradale è una necessità avvertita da anni. E l'unica possibilità concreta per la sua realizzazione è data dall'utilizzo dell'ex tracciato ferroviario. Invitiamo il sindaco di Lanciano ed il presidente della Provincia a non desistere da questo progetto». Contro "nastri" di asfalto si schiera invece Tommaso Sarchese, componente dell'esecutivo regionale dei Verdi, che ripropone la destinazione delle aree di risulta a tracciato pedonale e ciclabile: «E' un'occasione per riguadagnare una fetta di territorio sempre più invaso da auto. E avrebbe anche un effetto di risarcimento ambientale al grosso impatto che le opere della nuova stazione hanno avuto, con il taglio di alberi, sbancamenti e opere in cemento armato». |