Data: 18/11/2006
Testata giornalistica: Ansa
Ferrovie. Pił cari Eurostar e Intercity, rosso a 2 miliardi

(ANSA) - ROMA - I biglietti ferroviari saranno piu' salati. L'annuncio arriva dal ministro dei Trasporti Alessandro Bianchi. ''L'autorizzazione alle Ferrovie arrivera' entro dicembre, in occasione dell'ultimo Cipe che dovrebbe riunirsi l'ultimo venerdi' del mese, lo stesso giorno del consiglio dei ministri'' ha detto Bianchi. E di aumenti per i biglietti di Intercity ed Eurostar, per contribuire a risanare il disavanzo delle Ferrovie che viaggiano a fine 2006 verso il rosso-record di 2 miliardi di euro, ha parlato oggi il presidente della holding Fs, Innocenzo Cipolletta. I rincari potrebbero scatteranno gia' dal prossimo gennaio. ''L'istruttoria del Cipe - ha detto Bianchi - sara' completata facendo sedere attorno ad un tavolo, nei prossimi giorni, le Ferrovie, il ministro dell'Economia e il ministro dei Trasporti''. ''Ci troviamo in una situazione che ha alle spalle 5 anni di mancato fisiologico recupero tariffari - ha osservato a sua volta il ministro Pierluigi Bersani - il Governo Prodi dovra' fare la sua per fare sponda a una riscossa nuova delle Ferrovie. Non possiamo mica non avere i treni che girano''.

BIGLIETTI PIU' CARI - ''Abbiamo chiesto modifiche tariffarie solo per quelle che non hanno un contratto di servizio con lo Stato o gli enti locali, perche' le tariffe sono ferme dal 2000, cioe' da sei anni e sono la meta' di quelle di altri paesi europei'', ha detto Cipolletta intervenuto a Radio 24. Subito, l'alzata di scudi dei consumatori e sindacati. ''Le Fs negli ultimi anni hanno attuato una politica di aumenti mascherati - afferma l'Adoc - il cittadino non puo' essere considerato la panacea delle malgestioni''. ''E' il momento meno opportuno per nuovi aumenti'' secondo l'Ugl. Prima un incontro con il governo, chiede Cittadinanzattiva. Aumenti ''assurdi'' per il Codacons

ROSSO-RECORD - Intanto, Ferrovie si avvia a chiudere il 2006 con un disavanzo-record di quasi 2 miliardi di euro; segue a ruota la controllata Trenitalia, con un buco di oltre 1,7 miliardi. Questo, anche a causa dei pesanti tagli della finanziaria 2006 e ai trasferimenti dovuti dallo Stato. Qualche giorno fa l'allarme dei vertici: senza ricapitalizzazione, siamo sull'orlo del fallimento. Preoccupato il leader della Cgil, Guglielmo Epifani: ''paghiamo piu' che in altri settori le responsabilita' delle non scelte del governo precedente'' ha detto. Per completare l'alta velocita' entro il 2009, intanto i vertici Fs puntano a sbloccare il congelamento dei pedaggi Rfi e a fare operazioni di indebitamento finanziario ''a nostro rischio'': una volta a regime, l'alta velocita' ''consentira' la presenza di piu' operatori e quindi una maggiore concorrenza a beneficio dei passeggeri'', ha detto Cipolletta.

ALTA VELOCITA' E PENDOLARI - Piu' che alta velocita', si dovrebbe chiamare ''quadruplicazione dei binari - ha osservato Cipolletta - e migliorera' anche il trasporto locale, con una capacita' di servizio per i pendolari decisamente superiore''. E sulla lievitazione dei costi dell'Alta Velocita', quintuplicati in 15 anni, Cipolletta ha annunciato ''un'analisi sui motivi che hanno portato a un aumento dei costi. Puo' darsi che ci sia stata una sottostima iniziale''. Sul piano del mercato, ''nel settore merci ci sono gia' diversi soggetti privati che operano. E anche nel trasporto passeggeri, anche se ancora molto limitato, siamo piu' aperti rispetto ad altri Paesi. Abbiamo 40 societa' che hanno fatto domanda. Una buona meta' hanno avuto l'autorizzazione. Per esempio sulla linea Milano-Venezia si puo' prendere un treno svizzero che parte da Zurigo. Una volta completata l'AV, avremo la possibilita' di liberalizzare molto''. Da Modena risponde piccato Bersani: ''Vorrei informare che con una norma del 2001 le Ferrovie sono gia' liberalizzate''.

MAXI-LIQUIDAZIONE - A scanso di equivoci, Cipolletta assicura che se lascera', sara' senza maxi-liquidazione. Commentando il maxibonus del suo predecessore Elio Catania, secondo indiscrezioni 7 milioni, Cipolletta ha osservato che ''i manager delle aziende pubbliche dovrebbero essere piu' responsabilizzati, ma questo va scritto nei contratti. Va rimproverato chi ha fatto il contratto, non la persona che uscendo dal lavoro lo rispetta''

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