Data: 19/11/2006
Testata giornalistica: Il Centro
Ortona. Infrastrutture portuali, servono 36 milioni

Lo scalo marittimo è tra le priorità indicate dal ministro Di Pietro

ORTONA. Trentasei milioni e mezzo di euro per completare le infrastrutture del porto di Ortona. Lo scalo rientra nell'elenco delle priorità stilato dal ministero delle infrastrutture in concerto con la Regione. Il potenziamento dello scalo marittimo, attraverso la realizzazione delle opere necessarie a migliorarne la fruibilità commerciale e le opere di completamento della diga foranea, per una spesa complessiva di 36,5milioni di euro, è considerato nel documento ministeriale come uno degli elementi cardine del nodo-cerniera verso l'Est Europa e il Medio Oriente.
«Si è conclusa positivamente la prima fase delle trattative avviata tra il governo nazionale, in particolare con il ministro alle infrastrutture, Antonio Di Pietro, e la Regione», dice il consigliere regionale della Margherita, Camillo D'Alessandro, «il potenziamento del porto è una priorità per lo sviluppo dell'Abruzzo. Si è stabilito che per valorizzare l'aspetto commerciale occorre realizzare opere, compreso il completamento della banchina, per 36,5 milioni di euro. Questo rappresenta un fatto rivoluzionario nella programmazione della spesa per le infrastrutture. L'accordo dimostra l'impegno del presidente Del Turco e l'apporto dei consiglieri». Per D'Alessandro, il potenziamento dello scalo produrrà una ricaduta, in termini di occupazione, paragonabile a quella di un'industria come la Sevel nella Val di Sangro. «Sarà il vero, grande rilancio dell'economia locale», prosegue, «adesso si passerà allo stanziamento dei fondi Cipe per 25milioni di euro destinati al completamento della diga foranea e al reperimento di fondi per migliorare la fruibilità commerciale. Possiamo dire che la squadra di governo ha risposto alle attese degli elettori. Andremo avanti su questa strada. Nei prossimi giorni, spero di poter comunicare novità importanti sul sistema sanitario». E sui lavori al porto l'ex vicesindaco, Remo Di Martino, ha una richiesta: «Il presidente Del Turco e i consiglieri possono lavorare per inserire nella prossima finanziaria regionale una norma ad hoc che preveda una "perizia di assestamento" che consenta alla ditta che lavora alla diga foranea, la Sidra, di non chiudere il cantiere e risparmiare così i due milioni di euro che occorrerebbero per riaprirlo una volta stanziati i fondi Cipe». La Sidra provvederà a chiudere il cantiere con enormi massi frangiflutti e l'apposizione di un segnalatore luminoso. Ma l'opera dovrà essere conclusa con la costruzione di altri 600 metri, quindi il cantiere dovrà essere riaperto con una spesa di due milioni di euro. «Dato che conosciamo la situazione possiamo intervenire», continua Di Martino, «oltre a recuperare due milioni di euro si potrebbe evitare l'appalto europeo e riconsegnare i lavori alla stessa ditta guadagnando tempo e risparmiando il ribasso d'asta che potrebbe essere investito su altre opere».

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