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Montesilvano. - E' toccato al segretario generale della Cisl Raffaele Bonanni trarre le conclusioni al termine dell'affollato dibattito (presenti 400 delegati) svoltosi ieri a Montesilvano sulla Finanziaria e più precisamente sul tema "Risanamento, equità e sviluppo". Dopo aver esaltato il ruolo del sindacato, indispensabile per lo sviluppo della società ed il funzionamento della vita democratica, Bonanni ha stigmatizzato l'attuale situazione politica basata sul maggioritario che da ampi poteri a presidenti e sindaci, riducendo ad un ruolo formale Parlamento, Consigli regionali, provinciali e comunali, che rappresentano la volontà dei cittadini. Parlando della Finanziaria ne ha indicato pregi e difetti, mettendo in evidenza i buoni risultati del sindacato per le riforme del pubblico impiego, della sanità e delle pensioni, evitando che questi settori fondamentali della vita democratica diventassero solo strumenti per fare cassa. «Merito delle tre sigle sindacali -ha aggiunto- se si è ripresa la lotta all'evasione fiscale e contributiva, se è stato ridotto il peso dei tagli e favorito le spese per gli investimenti, specie nel Mezzogiorno». I sindacati abruzzesi, invece, hanno contestato la Finanziaria regionale, manifestando dubbi sul risanamento della sanità, bocciando l'istituzione di nuove tasse e incalzando la Giunta per essere convocati al più presto e discutere dei problemi della Regione. Quanto alla Finanziaria nazionale, Franco Leone della Cgil ne ha evidenziato aspetti positivi e negativi, mentre Roberto Campo della Uil ha espresso giudizi positivi per quel che riguarda lo stop alla politica dei condoni, con una vera lotta all'evasione e risorse per i lavoratori: «Ma non ci era piaciuta la manovra sul Tfr, che se fosse andata in porto avrebbe distrutto la previdenza complementare». «Purtroppo -ha concluso Bonanni- la strada da percorrere è lunga e la ripresa non c'è». |